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NOTIZIE · OI-298227 · 28/11/2012 15:20:00 · 4953 g fa3 min lettura
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Serbia soddisferà gli obblighi, non aspetta nuove condizioni

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, questo martedì 27 novembre ha confermato in un colloquio con il Ministro della Difesa   Giampaolo Di Paola, che la Serbia soddisferà tutti i suoi obblighi relativi al Kosovo, ma che…

Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, questo martedì 27 novembre ha confermato in un colloquio con il Ministro della Difesa   Giampaolo Di Paola, che la Serbia soddisferà tutti i suoi obblighi relativi al Kosovo, ma che non si aspetta altre condizioni e impedimenti legati all'adesione dell'UE. Secondo la dichiarazione dell'Ufficio del Presidente rilasciata dopo dell'incontro con il Ministro italiano, viene citato che Nikolic ha ringraziato Di Paola sull'impegno del battaglione italiano all'interno della Kfor. Nikolic ha sottolineato che la Serbia è interessata al miglioramento della cooperazione con l'Italia e che è in grado di fornire ottime condizioni agli investitori italiani, migliori di quelli che possono fornire alcuni stati membri dell'Unione Europea. "La Serbia garantisce sicurezza agli investitori, un mercato enorme nel Sud-est europeo, e uno Stato che non tollera più la corruzione e la criminalità", ha detto Nikolic. Il Ministro della Difesa di Paola ha espresso la sua fiducia che la prospettiva europea sia un scelta strategica della Serbia, aggiungendo che è consapevole delle aspettative che nutre Belgrado, che entro la primavera ottenga la data d'inizio dei negoziati sull'adesione. Egli ha detto che l'Italia farà tutto il possibile perché la Serbia ottenga risultati positivi, chiedendo a sua volta che siano adempiuti gli obblighi fino ad ora presi, concordati durante i negoziati con Pristina. "La volontà dell'Italia è di rafforzare la collaborazione con la Serbia nel campo militare e della difesa, portandola a un livello qualitativo superiore e collocandola in una prospettiva più ampia europea", viene sottolineato dal Ministro della Difesa. "E' desiderio dell'Italia di portare la collaborazione fra i nostri due Paesi a un livello di qualità superiore. Non è il numero delle attività che caratterizza la cooperazione, ma la qualità di tali attività"', ha detto il Ministro Di Paola al termine di un colloquio con il collega serbo Aleksandar Vucic. Al tempo stesso, ha aggiunto, "la nostra cooperazione bilaterale si deve collocare in una prospettiva più ampia europea". "Noi europei, ha osservato Di Paola, abbiamo dinanzi una grande sfida e una grande opportunità: creare una realtà europea più integrata, che faccia giocare all'Europa un ruolo più incisivo e significativo nel mondo. L'Italia, quale Paese fondatore della Ue, lavora in questa direzione". E la Serbia, ha sottolineato, ha in questo un ruolo importante. "Non riusciamo a pensare a un'Europa più integrata e più forte senza il contributo della Serbia. Perchè - ha concluso Di Paola - non c'è prospettiva fuori dall'Europa". L'ammiraglio Di Paola ha voluto sottolineare il "forte legame politico che unisce Italia e Serbia". "E' un legame di amicizia e fratellanza che continua e va al di la' delle realta' politiche dei due Paesi", ha detto il ministro della difesa, che aveva fatto parte della delegazione governativa italiana al seguito del premier Mario Monti in occasione del vertice bilaterale italo-serbo tenutosi a Belgrado lo scorso marzo. Da parte sua, il Primo Ministro Ivica Dacic ha detto che lo scopo del suo ufficio è creare una permanente stabilità nella regione e che tutte le questioni in sospeso vengano risolte con il dialogo. "Con riferimento ai problemi nel Kosovo e Metohija, vi è una certa determinazione a raggiungere una soluzione equa, perché è l'unico modo per ottenere una pace stabile ed un processo di riconciliazione", ha detto Dacic, come riportato nel comunicato diramato dopo l'incontro con il Ministro italiano. Nei colloqui è stato ribadito che l'Italia sostiene la strada europea della Serbia e accoglie l'impegno del Governo affinché tutte le controversie nella regione siano risolte pacificamente ed attraverso il dialogo. 

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Altri luoghi citati (non mappati): Belgrado · Pristina
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