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Podgorica - "Dopo la pubblicazione della verità sulla costruzione di centrali idroelettriche a Brodarevo da parte della società REV, è iniziata la tortura sui nostri colleghi e sulle famiglie da Prijepolje a Brodarevo". E'…
Podgorica - "Dopo la pubblicazione della verità sulla costruzione di centrali idroelettriche a Brodarevo da parte della società REV, è iniziata la tortura sui nostri colleghi e sulle famiglie da Prijepolje a Brodarevo". E' quanto sostengono i deputati di Zelena Srbija (Serbia Verde) rappresentato da Ivan Karic alla sessione del 23 ottobre del Parlamento di Serbia, come ha dichiarato il direttore esecutivo della 'ONG Euromost Almer Mekic'. L'organizzazione, lo scorso venerdì 19 ottobre, ha consegnato la fotografia in cui si afferma che la società canadese REV sta completando la costruzione di due centrali idroelettriche sul fiume Lim. "La ONG, dal nord del Montenegro, critica ogni tipo di pressione sui nostri colleghi che hanno detto solo la verità e tutto questo ci dice che si tratta di persone parte della rete del Governo della Serbia", ha sottolineato Mekic. Il 23 ottobre a Priboj è stata organizzata una tavola rotonda nella quale saranno presenti le organizzazioni di Serbia, Bosnia ed Erzegovina, come i rappresentanti di organizzazioni internazionali della regione. Il tema dell'incontro è stata l'illegale costruzione di centrali idroelettriche sul Lim, con comuni presentazioni per la protezione del fiume. "Una delle opzioni proposte sarà presentarsi davanti all'ambasciata della Delegazione europea a Belgrado, come anche davanti all'ufficio del Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, portando le prove di quanto fatto dalla polizia e dalla procura di Prijepolje nei confronti degli attivisti delle organizzazioni non governative che si oppongono alla costruzione delle centrali idroelettriche a Brodarevo, sotto il nome Brodarevo 1 e Brodarevo2", spiega Mekic. A suo parere, la Serbia ha dimostrato di essere molto più arretrata del Montenegro per quanto riguarda la questione della cooperazione con le ONG. Mekic ha concluso che il Montenegro ha fatto bene a limitarsi nella costruzione della centrale, con cui ha mostrato il rispetto delle leggi internazionali.
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