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Kosovo e Metohija a rischio

Belgrado - Il Consiglio di Sicurezza Nazionale della Serbia, durante la sessione straordinaria di venerdì 1 giugno, ha dichiarato che la sicurezza dei cittadini di Kosovo e Metohija è seriamente minacciata da quanto sta accadendo in questa provincia.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-292972 · 2 min di lettura

OsservatorioItalianoLa cibernetica dell’informazione

Il Consiglio ha dunque esortato le missioni internazionali UNMIK, KFOR ed EULEX ad impedire qualsiasi tentativo da parte delle autorit&agrave; provvisorie di Pri&scaron;tina volto a provocare instabilit&agrave; e paura tra la popolazione serba, invitando ad astenersi dall'uso della forza contro le minoranze, &egrave; sottolineato in una dichiarazione del Consiglio. Nella stessa vengono inoltre esortati i cittadini ad evitare di produrre scontri con i membri delle missioni internazionali, favorendo cos&igrave; il ripristino della stabilit&agrave;. &ldquo;In Kosovo e Metohija tutti i problemi devono essere risolti con il dialogo, senza violenza, essendo questa l'unica strada verso la stabilit&agrave; dell'intera regione&rdquo; viene citato nella dichiarazione.&nbsp;Alla riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Serbia, presieduta dal Presidente Tomislav Nikolić, hanno partecipato il Primo Ministro, Mirko Cvetković, cos&igrave; come i Ministri della difesa, degli interni, della giustizia, il capo di Stato Maggiore dell'Esercito della Serbia, il direttore dell'Agenzia per la sicurezza delle informazioni, e i capi dell'Agenzia di intelligence militare.<br />

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Secondo l'analista <strong>Zvonimir Trajković</strong>, &quot;l'azione della Kfor &egrave; stata del tutto provocatoria, volta a testare la prontezza della reazione del nuovo Presidente Nikolic, nonch&egrave; a verificare il suo reale intento di riduscutere gli accordi taciti raggiunti in precedenza, e dunque se vorr&agrave; allinearsi alle direttive della sull'indipendenza del Kosovo&quot;. Interrogato dall'<em>Osservatorio Italiano</em>, Trajkovic spiega come la ripresa delle operazioni della Kfor, sono un messaggio rivolto a Belgrado, che giunge da ben definite sfere di potere della Comunit&agrave; Internazionale, tra cui senz'altro la Germania. A suo parere, Berlino sta cercando di ricostruire nei Balcani una propria zona di influenza, dinanzi allo spettro del collasso e della frammentazione dell'Unione Europea. <br />

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Dal rullo dell’Osservatorio

I segnali deboli.

Le anomalie che vengono prima delle notizie.