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Zagabria - Anche se in precedenza il Governo croato aveva annunciato che la gara d'appalto internazionale per la concessione dei diritti di ricerca ed esplorazione di petrolio e gas presso le zone "Sava", "Drava" e…
Zagabria - Anche se in precedenza il Governo croato aveva annunciato che la gara d'appalto internazionale per la concessione dei diritti di ricerca ed esplorazione di petrolio e gas presso le zone "Sava", "Drava" e "Sjeverozapadna Hrvatska" ( Croazia nord-occidentale) sarebbe stata pubblicata entro l'estate, sembra che questo termine sia stato rinviato. E’ infatti attesa la nuova legge mineraria, che ancora deve superare il controllo di Bruxelles. Il Ministero dell'Economia non ha saputo definire quando sarà pubblicata la gara d'appalto internazionale per la quale, si suppone, siano in ballo gli interessi delle società straniere. Stando alle dichiarazioni ministeriali sono stati effettuati solo i lavori preparatori per l'attuazione della gara d'appalto internazionale e che si sta lavorando intensamente all'elaborazione della nuova legge mineraria. La Croazia così per la prima volta offrirà ricchezze minerali alle compagnie petrolifere straniere per investire nella ricerca e nella produzione. Si tratta di giacimenti che comprendono circa il 60 per cento delle zone continentali, dove sarà necessario investire decine di milioni di dollari.<br /> La nuova legge mineraria dovrebbe garantire che la società che trovi giacimenti di petrolio e di gas redditizi ottenga anche la concessione per la produzione, con l'obbligo di sfruttamento delle scadenze. L'INA si trova invece in una situazione di incertezza, dopo la perdita lo scorso anno di tre concessioni per i diritti di esplorazione nella zona continentale della Croazia, su decisione del Governo stesso a causa del mancato rispetto degli impegni. Il Governo di Zoran Milanović, all'inizio del 2012, ha annullato la gara d'appalto per la ricerca di idrocarburi annunciata nel 5 dicembre dello scorso anno, all’indomani delle nuove elezioni, da parte del governo tecnico. Alla base di tale revoca, la corta scadenza concessa per la presentazione delle domande, ritenuto non sufficiente per la presentazione di offerte di qualità. Ufficiosamente, il vero motivo sembra essere la pessima qualità della documentazione di gara d'appalto la quale ha favorito l'INA. Il fatto è che la gara d'appalto non è stata pubblicata in nessun giornale internazionale, tranne che sulla Gazzetta Ufficiale. La documentazione è stata acquistata dalla russa Zarubezhneft e dall'INA, e dalla Vis-Viridis e dalla CEOC. La società statale petrolifera russa, in collaborazione con la Janaf, ha mostrato interesse verso nove ubicazioni delle quali una parte era esplorata dall'INA. Alle concessioni si sono interessate anche tre società ungheresi e una canadese, nonchè la Geofizika e la "Naftana industrija Srbije" (NIS).<br />
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