Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria – Sebbene siano passati quasi 15 anni dall'acquisto dell'INA dei cosiddetti giacimenti "Notti bianche" in Siberia, solo recentemente è stato scoperto il documento originale di quest'operazione controversa. Il quotidiano…
Zagabria – Sebbene siano passati quasi 15 anni dall'acquisto dell'INA dei cosiddetti giacimenti "Notti bianche" in Siberia, solo recentemente è stato scoperto il documento originale di quest'operazione controversa. Il quotidiano "Jutarnji list" è infatti venuto in possesso dell'ultimo dei quattro allegati segreti al contratto di acquisto dei giacimenti in questione, da cui emerge, come già dai tre allegati scoperti in precedenza, che la loro firma ha cambiato completamente la struttura di proprietà e le relazioni prescritte nel documento di acquisto originale. Inoltre, nel quarto allegato al contratto viene concordato il pagamento della provvigione di mediazione di 2,45 milioni di dollari, di cui un milione sarebbe stato versato dopo 30 giorni dalla registrazione del contratto, 450.000 dollari dopo 60 giorni, mentre il restante milione dopo 240 giorni. Poiché l'importo totale dell'INA è stato di 12,590.961 dollari, la provvigione pagata all'”Oilfield Financial Investments Limited" risulta incredibilmente alta, pari al 20%. Nessuno all'interno dell'INA era a conoscenza di questo allegato segreto, tranne, naturalmente, i suoi firmatari, ossia l'allora amministratore delegato, Davor Štern, l'ex capo dell'ufficio di rappresentanza dell'INA a Mosca, Pavle Uroda, e l'ex direttore per la ricerca e la produzione, Marijan Pejčić,<br /> Quando nel 2002 l'INA decise di vendere i giacimenti "Notti bianche" a causa del contratto estremamente sfavorevole, è iniziata la verifica di tutta la documentazione, e solo allora si è venuti a conoscenza dell'esistenza di allegati segreti al contratto, non presenti negli archivi della società. Interrogato dal Consiglio di gestione riguardo a tali documenti, l'allora amministratore delegato, Davor Štern, rispose che non si ricordava di nessun allegato al contratto. Tuttavia, dopo l'insistenza del Consiglio di amministrazione dell'INA, Štern ha in seguito affermato che tali allegati potrebbero esistere e che potrebbero trovarsi presso l'ex revisore dei conti dello Stato, Šima Krasić, precisando però che non erano mai stati firmati. Il tempo, tuttavia, ha mostrato la falsità di queste dichiarazioni e che i tre allegati precedentemente scoperti, così come l'ultimo, sono stati firmati proprio da Štern.<br /> <strong>Il pizzo dell'INA</strong><br /> E' indicativo che i quattro allegati segreti al contratto di acquisto dell'INA non siano stati trovati negli archivi ufficiali della società. Infatti, secondo quanto viene riferito, un allegato sarebbe stato presentato al Consiglio di sorveglianza, mentre gli altri due sarebbero emersi successivamente in uno dei documenti elaborati all'interno dell'INA "dagli intermediari che hanno chiesto il pizzo alla compagnia e ai quali la società ha venduto 'Notti bianche' per un milione di dollari".<br /> Sulla base degli allegati segreti, subito dopo la stipulazione degli affari è avvenuta la separazione dei giacimenti “Notti Bianche” (Tagrinskeneft), poiché, come afferma Pavle Uroda, probabilmente non erano redditizi. Tali giacimenti, dunque, sarebbero stati trasferiti ad una società offshore insieme alla licenza di estrazione petrolifera. Il Consiglio di amministrazione dell'INA, guidato dall'allora direttore generale Tomislav Dragičević, ha dichiarato che sul contratto di acquisto di “Notti Bianche” gravavano delle restrizioni inaccettabili e delle condizioni tali da rendere concretamente impossibile lavorare in condizioni normali. In particolare, l'esistenza di questi allegati segreti cominciava a pesare, poiché, come sottolinea un gruppo di esperti, rendeva poco chiari i rapporti di proprietà, il che giustifica il timore che essi potessero rappresentare un onere durante gli affari e la conseguente decisione di venderli. Nel frattempo, i russi avevano cominciato ad imporre una serie di condizioni irrealizzabili con lo scopo di costringere l'INA a chiudere i giacimenti e dichiarare la bancarotta.<br /> L'INA ha venduto i giacimenti "Notti bianche" nel 2002 alla società ginevrina PBS SA per 74 milioni di dollari. Sebbene i responsabili dell'INA dichiarassero di non conoscere il proprietario di questa società, diversi partecipanti all'affare non escludono la possibilità che essa appartenesse al magnate russo del petrolio, Mikhail Gutseriyev. Quest'ultimo è uno dei testimoni chiave nel processo in cui Robert Ježić accusa Ivo Sanader di aver ricevuto la tangente dalla società ungherese MOL.<br />
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