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Zagabria - La Skandinaviska Enskilda Banken (SEB) prevede, per gli imprenditori provenienti dall'Europa centrale ed orientale, un rallentamento della crescita, mentre per l'Ungheria e la Croazia, ritenute tra le più colpite dalla crisi nella…
Zagabria - La Skandinaviska Enskilda Banken (SEB) prevede, per gli imprenditori provenienti dall'Europa centrale ed orientale, un rallentamento della crescita, mentre per l'Ungheria e la Croazia, ritenute tra le più colpite dalla crisi nella zona europea, si prevede una leggera diminuzione del prodotto interno lordo (PIL). E' quanto si legge nel numero del mese di marzo "Previsioni per l'Europa orientale nel 2012". Il gruppo SEB afferma che nell'Europa centrale ed orientale il rallentamento dell'attività economica è iniziato nella seconda metà del 2011. I giganti regionali, la Russia e la Polonia, stanno affrontando con successo la crisi internazionale, ritiene il SEB, prevedendo un lieve calo dei loro affari nel 2012, a causa delle esportazioni scarse rispetto al PIL, dei livelli modesti di debito pubblico e della bassa o moderata dipendenza dal finanziamento bancario europeo, quest'anno in recessione. Nel gruppo delle economie per lo più in crisi, oltre alla Croazia e all'Ungheria, sono incluse la Bulgaria, la Romania e l'Ucraina. Questi paesi sono inseriti nel gruppo, a causa della loro implicazione relativamente forte con il sistema bancario europeo, dicono gli autori, aggiungendo che quelle economie sono per lo più colpite attraverso i canali finanziari. E mentre il SEB, per l'Ungheria e la Croazia, prevede quest'anno un calo leggero del PIL, per gli altri paesi del gruppo si prevede una crescita debole.
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