confermato partenariato strategico
Belgrado - Il Primo Ministro della Serbia, Mirko Cvetković, ha espresso il suo profondo ringraziamento nei confronti dell'Italia per il sostengo che ha fornito alla Serbia nel suo cammino volto ad ottenere lo status di candidato per l'adesione all'UE.
Allo stesso tempo, ha sottolineato che l'Italia è uno dei più importanti partner economici della Serbia. Dopo l'incontro con la delegazione italiana statale-economica guidata dal Primo Ministro Mario Monti, Cvetković ha stimato alla conferenza stampa che i partner italiani hanno espresso interesse alla partecipazione alla costruzione del Corridoio ferroviario 11 che collega la Serbia al Montenegro, così come alla costruzione della metropolitana di Belgrado. Esprimendo la sua gratitudine per il sostegno di principio offerto dall’Italia alla Serbia, Cvetković evidenzia come tale fiducia rappresenti un onere per continuare con le riforme nel paese e promuovere un più intenso avvicinamento all'UE. “Le imprese provenienti dall’Italia, che ora operano in Serbia, impiegano più di 20.000 dipendenti”, ha detto Cvetkovic, rilevando che l'Italia è il terzo partner del commercio estero della Serbia, mentre il livello degli investimenti esteri è al quinto posto.
<strong>Partenariato strategico.</strong> Il Presidente serbo Boris Tadić ha espresso oggi la speranza che il partenariato strategico con l'Italia abbia come risultato l'arrivo di mille imprese italiane in Serbia, così come la continuazione del sostegno del governo di Roma nel processo delle integrazioni europee. Tadić, alla conferenza stampa in occasione del secondo vertice Serbia-Italia, ha sottolineato che il partenariato strategico tra i due paesi ha consentito di bilanciare il commercio estero, anche se “le possibilità di approfondimento della cooperazione economica sono incalcolabili”. "Vi sono più di 400 aziende italiane in Serbia che hanno sottoscritto una partnership strategica, ci aspettiamo che siano migliaia", ha detto Tadić, aggiungendo che le due delegazioni oggi hanno parlato di una serie di progetti concreti, in particolare nel settore dell'energia e dei trasporti. Tra i settori di cooperazione potenzialmente interessanti, Tadić ha elencato l'industria siderurgica, mineraria, agricola, nonché l’industria farmaceutica, tessile e calzaturiera.
Le due delegazioni, tra le altre cose, hanno discusso della possibilità di intraprendere una cooperazione nella costruzione dei Corridoi stradali 10 e 11 e l'ammodernamento della rete ferroviaria in Serbia. Di particolare interesse sembra essere anche il progetto della Metropolitana di Belgrado. "Con i Corridoi 10 e 11 praticamente stiamo creando un triangolo strategico che collega l'Italia con la Serbia, che avrà così un’importanza centrale per Roma", ha detto Tadić. Il Presidente serbo ha anche sottolineato i progetti energetici in cui la Serbia sta già collaborando con le società italiane e intende di stabilizzare tale cooperazione, sia come produttore di elettricità come snodo importante per quanto riguarda lo snodo delle trasmissioni elettriche. “La produzione della "Fiat 500L" a Kragujevac completa simbolicamente la tradizionale cooperazione serbo-italiana in questo settore”, ha detto.<br />
Il presidente serbo Boris Tadic si è detto inoltre convinto che la Serbia otterrà una data per i negoziati entro la fine dell'anno, e che l'Italia sosterrà la Serbia lungo questa strada. Secondo Tadić, l’unica incomprensione che divide l'Italia e la Serbia è il Kosovo. Tuttavia, evidenzia che l'Italia, a differenza di altri paesi che hanno riconosciuto l'indipendenza dichiarata unilateralmente del Kosovo, è nota per la sua flessibilità diplomatica e nella chiara volontà di trovare un compresso nella risoluzione dei problemi.
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<strong>Sostegno di Monti.</strong> Con la missione in Serbia guidata dal Presidente del Consiglio Mario Monti l’Italia torna a Belgrado con un capo di Governo dal 2000. Questo, inoltre, è il primo Vertice intergovernativo di Monti, a testimonianza dell’intensità dei rapporti bilaterali connotati da un partenariato strategico. Monti che si è detto quindi "particolarmente lieto" per l'ottenimento, da parte di Belgrado, dello status di candidato, lo scorso primo marzo. Monti ha poi affermato di unirsi alla gioia di Tadic nel poter esibire, solo da una settimana, la bandiera UE nel proprio Paese. “Noi sosteniamo un approccio costruttivo per risolvere la questione del Kosovo. La Serbia merita lo status di candidato e il supporto costante dell’Italia”, ha detto Monti, aggiungendo che il sistema delle imprese italiane è interessato a collaborare con la Serbia su progetti di grandi infrastrutture come le ferrovie.
<strong>Cooperazione militare.</strong> I Ministri della Difesa della Serbia e dell'Italia, Dragan Šutanovac e Giampaolo Di Paola, hanno discusso questo giovedì, 8 marzo, dell'inclusione della Serbia nella Comune politica di sicurezza e di difesa dell'Unione europea. Nel corso dell'incontro è stato in particolare sottolineato il sostegno dell'Italia ad una rapida adesione della Serbia all'agenzia della difesa UE, "della quale si discuterà il prossima 23 marzo". I Ministri si sono detti soddisfatti della cooperazione finora intrattenuta nel settore della difesa e hanno sottolineato in futuro, sarà basata principalmente sulla cooperazione nel campo dell'istruzione, della formazione e dello sviluppo. Nel corso della riunione è stato ribadito il sostegno del Ministero della Difesa italiano nell'inclusione della Serbia nella politica comune di sicurezza e di difesa dell'UE, delle attività nell'ambito della Partnership per la pace, così come del sostegno in tutte le iniziative regionali.<br />
Šutanovac ha espresso la sua aspettativa che i due paesi continuino la proficua collaborazione nella difesa e ha sottolineato l'interesse alla creazione di una cooperazione militare-economica e scientifico-tecnica con le società provenienti dall'Italia. Egli ha ringraziato l'Italia per il sostegno fornito nella riforma del sistema di difesa e il processo di integrazione europea della Serbia, in particolare sottolineando l'importanza del sostegno per ottenere lo status di candidato all'adesione all'UE.