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Zagabria – Il team di investigazione dell’USKOK sta proseguendo a pieno ritmo le indagini che coinvolgono Tomislav Dragičević e i suoi collaboratori. L’inchiesta è incentrata sul sospetto che Dragicevic e soci abbiano acquistato…
Zagabria – Il team di investigazione dell’USKOK sta proseguendo a pieno ritmo le indagini che coinvolgono Tomislav Dragičević e i suoi collaboratori. L’inchiesta è incentrata sul sospetto che Dragicevic e soci abbiano acquistato petrolio più costoso direttamente dall'Ina. Grazie al documento di recente scoperta, finora sconosciuto, potrebbe finalmente essere risolto il caso vecchio di otto anni, relativo alla frode con un giro d’affari di milioni di kune, per l’acquisto di petrolio presso la compagnia petrolifera statale Ina. I termini in esame riguardano la denuncia penale presentata nell'aprile del 2003 contro l' ex capo della compagnia Tomislav Dragičević ed alcuni suoi soci, con accuse che hanno danneggiato l'Ina illegalmente, favorendo due società straniere, per il commercio di petrolio greggio per una somma di 9,4 milioni di dollari. Come apprende il Nacional da fonti vicine all’USKOK, la denuncia è stata di nuovo presa in esame dopo anni di inattività, in quanto gli investigatori sono arrivati in possesso di nuovi elementi di prova tratti dalla revisione interna dell'Ina, in cui si afferma che a causa delle irregolarità nelle fornitura del petrolio l’Ina è stata danneggiata, per poco più di 3 milioni di dollari.<br /> <br /> Lo scandalo fa riferimento agli ultimi due anni del mandato del Governo di Ivica Račan, quando Dragičević e i suoi collaboratori, secondo l’accusa, hanno stabilito un sistema d'acquisto del petrolio in modo tale che la francese ELF Trading e la cinese Sinochem fossero favorite rispetto alla concorrenza, ottenendo il totale controllo sulla fornitura di petrolio greggio dell'Ina. Sono state inoltre constatate le manipolazioni dell'ex direttore generale dell'Ina per le raffinerie, Željko Vrbanović, e il direttore del settore per l'acquisto del petrolio e della logistica, Milovan Buchberger , i quali selezionavano per l'Ina le offerte più convenienti nell'acquisto di petrolio, andando sempre a favore della ELF Trading e Sinochem. Dragičević probabilmente era a conoscenza di tutta la situazione, non facendo niente per impedirla. Tra le prove chiave dell'accusa, l'USKOK ha ricevuto, insieme alla denuncia del 2003, anche lo studio "Analisi della riduzione dei fornitori di petrolio greggio", redatta dall’ analista britannica indipendente Meg Annesley. Nel suo rapporto, conferma che l'acquisto di petrolio dell'Ina ha confermato che tra il 2001 e il 2003 vi è stato un consolidamento innaturale dei fornitori di petrolio dell'Ina, passando da un numero di 11 società nel 2001, a 5 società, mentre l'87 per cento della quantità di petrolio era acquistata da ELF Trading e Sinochem.<br /> <br /> Anche se la denuncia penale aveva molte argomentazioni, poco dopo che l'USKOK ha iniziato la procedura istruttoria, è intervenuto un cambio di Governo. Il nuovo esecutivo dell’HDZ non ha mostrato interesse ad intensificare dettagli e ricerche sul caso delle operazioni dell'Ina. L’intero caso è stato occultato, mentre ora potrebbe essere sottoposto a completa revisione, e ci si può aspettare che l'indagine verrà aperta molto presto. Le nuove indagini dell'USKOK sulle manipolazioni per l'acquisto di petrolio per conto dell'Ina coincide con il periodo di inchiesta avviata in corrispondenza della prima fase di gara della privatizzazione della società, e delle dichiarazioni di irregolarità nella valutazione dei giacimenti dell'Ina in Siria nello stesso periodo. Nel corso dell’indagine, iniziata dalla sorveglianza di ispezione e dall'ex capo dell'HANFA (Agenzia croata per il controllo dei servizi finanziari) Ante Samodol, Dragičević potrebbe anche testimoniare lo sviluppo dei campi dell'Ina in Siria, essendo venuto a conoscenza di informazioni rilevanti sulle grandi riserve trovate in quelle zone. L’apertura dell'indagine contro Dragičević, può essere considerata come l'inizio della rivelazione finale di tutta la verità sull'attività dell'Ina durante gli ultimi dieci anni. <br />
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