Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Osijek - I rappresentanti dei porti fluviali e delle società di navigazione di Osijek hanno chiesto la dichiarazione di calamità naturale per i molti danni subiti a causa dei bassi livelli dei fiumi Drava, Danubio e Sava il blocco delle barche…
Osijek - I rappresentanti dei porti fluviali e delle società di navigazione di Osijek hanno chiesto la dichiarazione di calamità naturale per i molti danni subiti a causa dei bassi livelli dei fiumi Drava, Danubio e Sava il blocco delle barche a vela. Come spiega Vedran Brestvina, assistente preso la Camera di Commercio di Osijek, la procedura di riconoscimento degli aiuti per lo stato di calamità fa direttamente capo allo Stato, dato che si tratta di calamità che hanno interessato l'aerea di più contee. Oltre ai problemi legati alla perdita di carico dovuta alla recessione economica, il porto 'Tranzit Osijek' ha indicato a partire dal mese di agosto gravi difficoltà nelle operazioni a causa del basso livello del fiume Drava, come espresso dal direttore Ivica Đeri. “Nonostante lo avessimo segnalato, le vie navigabili sono ancora a rischio e nel nostro porto non possono più giungere navi con carico. A causa delle difficoltà di galleggiamento di Drava, il porto di Tranzit ha perso una spedizione di circa 20 mila tonnellate di merci, mentre a causa del basso livello d’acqua in generale (Drava e Danubio), questa perdita ammonta a circa 50 mila tonnellate di carico. Đeri si è detto convinto che si tratta di una calamità, e che lo Stato deve trovare il modi di giungere in aiuto dei porti e della società di navigazione. “Al contrario noi non avremo le possibilità di pagamento dei salari, del pagamento degli obblighi verso lo Stato, dei partner e dei fornitori”, afferma ancora Đeri. Anche nel porto di Vukovar sorge lo stesso problema, visto il basso livello dell'acqua del fiume Danubio, non può navigare una nave con il carico, afferma il direttore commerciale Zrinko Zvocak, il quale aggiunge che si tratta realmente di una calamità. Anche Josip Dušak, direttore della RTC Slavonski Brod, porto che lavora principalmente per il trasbordo di petrolio greggio per l'Ina, sottolinea che già da molto tempo, a causa del basso livello basso dell'acqua non possono più lavorare. Allo stesso tempo, le navi del Dunavski Lloyd, che trasportano grandi quantità di petrolio greggio, sono intrappolate nel letto di Sava da lungo tempo.<br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.