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Roma - In un’operazione speciale di polizia, sotto il nome "Vratsa", le autorità italiane hanno arrestato quattro cittadini bulgari e un italiano. Oltre a quelli arrestati, c'è un mandato di perquisizione per una quinta…
Roma - In un’operazione speciale di polizia, sotto il nome "Vratsa", le autorità italiane hanno arrestato quattro cittadini bulgari e un italiano. Oltre a quelli arrestati, c'è un mandato di perquisizione per una quinta persona, ancora un cittadino bulgaro, come ha annunciato il quotidiano bulgaro 24 Chasa, citando La Repubblica. I quattro bulgari, membri della stessa famiglia, sono stati arrestati nella città calabrese di Crotone e sono identificati come Atanas Iliev, sua moglie, Vaska Ilieva, la loro figlia, Rositsa Atanasova, e la sorella di Iliev, Donka Ilieva. Il nome della persona ancora in libertà invece non è stato rivelato. Secondo i media italiani, i bulgari hanno fornito armi per Francesco Lerose, 58 anni, del comune di Mesoraca. Il sospetto della polizia è che le armi erano destinate alla mafia calabrese della ‘Ndrangheta. Le autorità hanno confiscato un arsenale intero di fabbricazione russa Zoraki, conosciuta come la pistola preferita dei killer professionisti. Otto delle 13 pistole semi-automatiche, sono state detenute presso i porti di Brindisi e Bari, avevano silenziatori del calibro trra i 6,35 e i 7,65. Le autorità italiane hanno iniziato la loro indagine dopo un controllo dei cittadini bulgari, quando sono arrivati con i traghetti a Brindisi e Bari. L'indagine ha rivelato che in entrambi i casi le armi dovevano essere consegnate a Lerose. Così 5 pistole, 6 caricatori, 90 munizioni e 2 silenziatori, sono stati sequestrati a Brindisi, con la successiva messa in massima allerta della polizia come i silenziatori sono comunemente utilizzati dalla criminalità organizzata. Altre 7 pistole con caricatori, 6 silenziatori e 100 proiettili sono stati fermati a Bari. In entrambi i casi, le armi e le munizioni erano nascoste nelle automobili, in cui i bulgari viaggiavano. La polizia ha rintracciato le armi della mafia calabrese dopo aver ascoltato i loro telefoni.<br />
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