Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Per popoli come quelli dei Balcani, la guerra rappresenta ancora una volta un lavoro da professionisti. Rappresentano un "esercito popolare" utilizzato persino dal potente esercito americano come mercenario. Questo quanto stimato da…
Belgrado - Per popoli come quelli dei Balcani, la guerra rappresenta ancora una volta un lavoro da professionisti. Rappresentano un "esercito popolare" utilizzato persino dal potente esercito americano come mercenario. Questo quanto stimato da Darko Tanaskovic, per il quotidiano Novosti di Belgrado, spiegando come "la guerra costituisce oggi un vantaggio, un lavoro come qualsiasi altro, che in un periodo di crisi e di grande disoccupazione, può essere una redditizia soluzione". Domanda e offerta si incontrano proprio in questa regione, come in una sorta di mercato, attraverso agenzie di sicurezza e di logistica, collegate ai grandi contractor internazionali, che creano uffici-fantasma sul web che puntualmente scompaiono non appena si conclude il reclutamento. La Serbia, in particolare, costituisce un interessante mercato di mercenari per campi di battaglia ed operazioni semi-legali in zone di crisi, in quanto al momento non esiste nessuna legge né una società di sicurezza ufficiale che regolamenti le attività militari private come i contractor americani. <strong>Industria della sicurezza occulta della Serbia.</strong> Come afferma il generale Ninoslav Krstic al Forum per la sicurezza e la democrazia tenutosi a Belgrado, "le società straniere stanno comprando le agenzie di sicurezza interne come copertura per il reclutamento di personale nelle aree di crisi. Per quale ragione una società americana, che si occupa della manutenzione e sicurezza delle strutture militari presenti in Kosovo o in Afghanistan è interessata alle accademie serbe. Per quale ragione queste attività coinvolgono i nostri vertici militari, la polizia ed esperti di sicurezza che negli ultimi anni sono stai mandati in pensione o licenziati in massa", si chiede Krstic. D'altro canto, la "industria della sicurezza" non è legalmente regolamentato, il che può essere dannoso per il paese. "Un esempio è proprio il ritrovamento dei 12 mercenari serbi in Libia, come riportato acriticamente dalla stampa croata, nessuno li ha visti o conosce i loro nomi. Questo perchè lo Stato non ha alcun controllo sulle agenzie che reclutano mercenari, non si può nemmeno difendersi dalle insinuazioni che sono stati inviati per difendere Gheddafi. L'obiettivo finale di questa storia è che il mercato libico spremere le aziende serbe - ha detto Krstic. La sua opinione viene condivisa da un esperto di sicurezza serba che è in contatto con le agenzie che impiegano personale per la sicurezza degli impianti petroliferi e delle miniere nei paesi africani. La fonte di Novosti, che ha voluto rimanere anonima, spiega come "sebbene la Serbia non abbia alcuna legge che regola la sicurezza privata e le società militari, la professione del guerriero viene regolarmente svolta". "Tutti i dirigenti delle agenzie di sicurezza che addestrano i mercenari per operazioni militari di tutto il mondo sono ex ufficiali della sicurezza dello Stato, militari o della polizia. Hanno contatti, conoscono chi e che cosa possono impiegare. Senza contare che gli americani hanno acquistato la maggior parte delle nostre agenzie di sicurezza e nessuno può nemmeno chiedere cosa fanno", spiega. La stessa fonte afferma che ci sono dei soggetti (come lui stesso) che non interferiscono nel reclutamento dei mercenari, ma che semplicemente fanno da "servizio informativo" e riferisce l'interessamento alle "persone giuste". Ad esempio dice di aver aiutato un suo conoscente a diventare un mercenario di successo, ed andare in Iraq attraverso un'agenzia di contractor americani che si trova in Bosnia-Erzegovina, in cui questo lavoro è legalmente disciplinato. C'è tuttavia un lato oscuro in tutto questo, e le storie dei guerrieri balcanici si traducono in tristi tragedie, perchè i queste agenzie-fantasma promettono alti salari e indennità alle famiglie in caso di morte, ma in pratica spesso scompaiono appena in tempo per il pagamento. Bisogna poi considerare che mentre un mercenario americano o inglese chiede almeno 10.000 dollari al mese, un serbo, un croato o un bosniaco accetta anche dai 3000 ai 6000 dollari, che spesso non vengono neanche pagati. "Questi cosiddetti "datori di lavoro" non possono neanche confermare se i loro soldati siano morti oppure no, né la famiglia può ricevere un'indennità di fine rapporto. In generale, per il mestiere di mercenario non vi sono disposizioni applicabili del diritto internazionale della guerra e non si può aspettare alcuna pietà". Per quanto riguarda le agenzie internet, non sono molto accreditate, perchè le vere "ditte" reagiscono molto vigorosamente quando si tratta di concorrenza. Tra le realtà locali, da citare l'agenzia dell'ex capo della gendarmeria jugoslava Goran Radisavljevic Guri, la Sektrakon, che annunciò lo scorso mese di marzo di aver avuto contatti con il Qatar, per prestare servizi di sicurezza alla famiglia reale araba. Non va infine dimenticata l'Accademia Internazionale di Sicurezza (Internacionalne sikjuriti akademije) con sede a Skopje. <strong>I contractor americani nei Balcani. </strong>Società come la Military Professional Resources Inc. (MPRI) o la Dinkorp sono onnipresenti nella ex Jugoslavia, essendo state utilizzate come mercenari della NATO per il programma di "addestramento ed equipaggiamento" delle forze di sicurezza in Bosnia e del fronte croato per l'Operazione Tempesta. Successivamente viene aperta una filiale della società dei famosi mercenari della "Blackwater" a Bijeljina. Le operazioni di reclutamento di veterani serbi pare abbiano avuto inizio negli anni novanta quando si è scoperto che i soldati smobilitati della Republika Srpska e della Serbia, attraverso canali segreti erano coinvolti nella guerra in Zaire. Il vero boom dei soldati serbi si è verificato dopo il 2001, quando l'America ha invaso l'Afghanistan, e poi l'Iraq.<br /> <br /> Di recente sono invece nate su Internet delle agenzie per mercenari che, non potendo esistere ufficialmente in Serbia, si presentano come agenzie che offrono un addestramento militare o specialistico e certificati per il lavoro all'estero. Ci sono anche agenzie professionali più ampie, come la società di brokeraggio internazionale "Alfa Combat Group", che ha sede negli Stati Uniti, e si presenta come una sorta di ufficio di collocamento, con un ampio database di militari, agenti di polizia e esperti di sicurezza e società militari private, che hanno bisogno di personale. L'azienda spiega esplicitamente quale sia il personale di cui hanno bisogno: agenti di sicurezza di alto profilo, infermieri e medici operativi da impiegare nelle unità militari, professionisti che lavorano nelle aziende private e polizia militare. Al tempo stesso, offrono corsi e addestramenti per lavori di sicurezza in impianti industriali e siti in Paesi ad alto rischio, compresi corsi di sopravvivenza. Nel mese di agosto di quest'anno è tuttavia scomparso il sito Internet della "TTT" di Obrenovac, che si presenta come partner della statunitense "Zone 4 International". Essa offre una formazione di base e avanzata con l'aiuto di esperti stranieri, mediante esercitazioni pratiche con pistole, fucili automatici, fucili a pompa, fucili di precisione, mitragliatrici, lanciagranate e lancia razzi a propulsione, con un corso speciale per l'uso di silenziatori e il successivo addestramento militare. Non mancano i reclutamenti di guerrieri che combattono per una ideologia, come i fanatici combattenti della Jihad islamica che passano da una guerra all'altra.<br /> Si tratta tuttavia di piccole società rispetto al colosso statunitense G4S, che è entrata nel mercato serbo della sicurezza privata stabilendo il proprio quartier generale alla base americana "Bondsteel" in Kosovo.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.