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Banjaluka - La legge che regolamenta gli aiuti di stato potrebbe essere d'ostacolo per la presentazione della domanda di candidatura a membro dell'EU da parte della Bosnia. Questa l'opinione diffusasi tra i politici della RS, ritenendo che,…
Banjaluka - La legge che regolamenta gli aiuti di stato potrebbe essere d'ostacolo per la presentazione della domanda di candidatura a membro dell'EU da parte della Bosnia. Questa l'opinione diffusasi tra i politici della RS, ritenendo che, stando a quanto prescritto dalla legge, si verrebbe a formare un'altra agenzia di Stato, cosa ritenuta inaccettabile. A loro parere, l'Agenzia dovrebbe invece lavorare usando il modello del Consiglio Fiscale della BIH, ad essa dovrebbero partecipare due rappresentanti dei Governi delle entità, due rappresentanti del Consiglio dei Ministri ed uno del Distretto di Brcko. Ogni entità dovrebbe a suo volta finanziare il proprio rappresentante. D'altro canto, i politici bosniaci dichiarano che l'accordo di Associazione e Stabilizzazione prevede la formazione di questo organismo statale che non si occuperà di cose tecniche, bensì di fatti concreti. I politici bosniaci ritengono che tutte le decisioni che riguarderanno gli aiuti di Stato delle aziende private e pubbliche si dovranno prendere da un unico centro, mentre l'unica condizione sarà quella di rispettare la concorrenza. Lazar Prodanovic, Parlamentare dell'SNSD nella Camera dei Deputati del Parlamento della BIH, di è detto d'accordo sul fatto che questa decisione sia una delle principali nel quadro dei processi ci armonizzazione e recepimento delle nome UE, mentre non vi è alcun accordo che quest'istituzione lavori a livello centrale. "Questo principio non è accettabile per la RS", dichiara Prodanovic. Allo stesso modo Sasa Magazinovic, Presidente del club dei parlamentari SDP in seno alla Camera dei Rappresentanti della BIH, si dice inoltre convinto del fatto che, qualora l'ente si occuperà di aspetti concreti e non tecnici, l'organizzazione dell'intera procedura si rivelerà un disastro". Hamdo Tinjak, Segretario del Commercio Estero e dei rapporti economici della BIH - a cui il Consiglio dei Ministero della BIH ha dato un termine di un mese per elaborare la proposta di legge sugli aiuti di Stato - ritiene che il principale ostacolo all'accordo è che la RS non vuole un finanziamento esclusivo da parte del budget di Stato. Al contrario l'SSP ritiene che quest'agenzia dovrebbe essere un'istituzione di Stato. "Ci sono due alternative, una che il finanziamento vada a livello statale, e l'altro - proposto dalla RS - che i propri rappresentanti siano finanziati attraverso un budget di entità", conclude Tinjak, richiamando l'attenzione sul fatto che questo problema va risolto.
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