Belgrado - Si è conclusa tra gli scontri la manifestazione del partito radicale serbo (SRS) contro l'arresto e l'estradizione di Ratko Mladic. Gruppi di manifestanti estremisti e ultrà, dopo essersi assembrati tra le proteste pacifiche, hanno trasformato Pionirski park e Terazije in teatro di guerriglia urbana.

Il bilancio è di 18 persone ricoverate al Pronto Soccorso di Belgrado - di cui 13 poliziotti e cinque manifestanti, uno dei quali con ferite gravi - mentre sono stati condotti in arresto 111 manifestanti, di cui 34 minori. Contro la gendarmeria sono stati lanciati oggetti pesanti, molotov, petardi, pietre e bottiglie, nonostante gli appelli dei leader dei radicali a condurre la protesta in maniera pacifica.

Gli scontri hanno avuto inizio verso le 20:50, quando una dozzina di partecipanti hanno cominciato ad attaccare la polizia, all'angolo di Bulevara kralja Aleksandra e Kneza Miloša. La polizia ha cercato di impedire che i gruppi estremisti si dirigessero verso le ambasciate, spingendo la folla verso Terazije.

Gli scontri sono continuati dinanzi all'Hotel Moska e nelle strade circostanti, ma la polizia e la gendarmeria sono riusciti a ristabilire l'ordine nel centro della città. Il direttore della polizia, Milorad Veljovic ha detto che le forze dell'ordine sono riuscite a controllare completamente la situazione, ristabilendo il traffico e la calma sia in Piazza della Repubblica che in Terazije. 

<strong>Manifestazione SRS</strong>. A seguito degli scontri con la polizia, &egrave; stata interrotta la manifestazione dell&#39;SRS, che ha visto gli interventi dei leader del partito Dragan Todorovic e Milorad Mircic, nonch&egrave; del figlio del generale Darko Mladic.

Il messaggio chiave della manifestazione di protesta contro l&#39;arresto di Ratko Mladic &egrave; &quot;il contrasto con il potere dell&#39;Occidente&quot;, chiedendo cos&igrave; al Governo serbo di interrompere la cooperazione con l&#39;ICTY. Todorovic, dinanzi ad una platea di 10.000 persone, ha letto una lettera inviata da Vojislav Seselj, nella quale ha affermato che &quot;il presidente della Serbia Boris Tadic dovr&agrave; rispondere per l&#39;arresto e l&#39;estradizione di Ratko Mladic&quot;, accanto poi a Tomislav Nikolic e Aleksandar Vucic, ritenuti ugualmente responsabili.

Da parte sua, Darko Maldic, nel suo discorso dinanzi ai partecipanti della riunione, ha detto che suo padre &quot;non &egrave; un criminale di guerra, ma un combattente per la libert&agrave; del suo popolo&quot;, e che non &egrave; stato quel &#39;macellaio&#39; di civili e prigionieri come lo hanno voluto dipingere. Oltre ai funzionari del Partito radicale serbo, la manifestazione ha visto anche la partecipazione del leader di Obraz, Mladen Obradovic, che &egrave; stato recentemente condannato per disordini e disturbo della quiete pubblica.

A vigilare la sicurezza dell&#39;evento vi erano pi&ugrave; di 3.000 agenti di polizia