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Sofia/Bulgaria - Dopo il tira e molla del Governo bulgaro per la costruizione della seconda centrale nucleare nella città di Belene, sul Danubio, il progetto si è trasformato in un grande scandalo, quando è stato rivelato che il direttore del National…
Sofia/Bulgaria - Dopo il tira e molla del Governo bulgaro per la costruizione della seconda centrale nucleare nella città di Belene, sul Danubio, il progetto si è trasformato in un grande scandalo, quando è stato rivelato che il direttore del National Electric Company della Bulgaria (NEK), ha firmato un protocollo con i russi, impegnando così il suo Paese al progetto. Sono stati firmati due documenti: un memorandum per allineare il progetto con i nuovi requisiti di sicurezza nucleare dell'UE entro i prossimi tre mesi, e l'allegato 12, incaricando le parti a firmare il contratto della centrale nucleare entro due mesi (o tre, secondo diverse dichiarazioni dei funzionari). Il ministro dell'Energia, Traicho Traikov, ha licenziato il capo NEK, Krasimir Parvanov, per il superamento della sua autorità, firmando l'allegato, nonostante sia vietato di farlo, mentre l'espulsione deve essere approvata anche dal Holding di Energia. Traikov dice che l'Allegato 12 è una violazione della sicurezza nazionale, ma questo non significa che Belene sarà costruita a qualsiasi prezzo. Gli avvocati stano ancora valutando i danni. Il ministro dell'Energia doveva avere un'audizione in Parlamento a spiegare cosa esattamente è stato firmato, ma non andrà più per motivi sconosciuti. Traikov aveva anche in programma di recarsi in Russia per un incontro per la Commissione Inter-Governativa bulgaro-russa, dove il progetto Belene sarebbe stato il primo tema all'ordine del giorno. Tuttavia il Ministro non è mai giunto, sempre per ragioni sconosciute, ma ha dichiarato che la centrale nucleare non sarà discussa a Mosca. Parvanov ha negato ogni addebito, dicendo che il Ministro delle Finanze, Simeon Djankov, uno dei più forti oppositori del progetto, era stato informato del testo dell'accordo e lo aveva approvato. Traikov non sapeva del'approvazione di Djankov, ma, dopo un silenzio di 24 ore, il Primo Ministro Boyko Borisov ha dichiarato che era consapevole, e la decisione di dimettere Parvanov è prematura. In seguito, Djankov non ha lanciato nessun tipo di commenti, perché è in visita ufficiale negli Stati Uniti. Borisov dice, da parte sua, che nulla è cambiato e l'ufficio stampa del governo si rifiuta di rendere pubblica la conversazione tra il Premier e Parvanov.
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