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le reti dell'UCK e della criminalità già note

Banja Luka - La Comunità Internazionale in Kosovo continua tutt'oggi nel suo tentativo di plasmare una struttura statale che sia totalmente sotto il proprio controllo.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-275954 · 2 min di lettura

OsservatorioItalianoLa cibernetica dell’informazione

Dopo aver selezionato la classe politica al potere, cercano oggi di manipolarla e strumentalizzarla, nel tentativo di poter garantire in questo modo la stabilizzazione di questa parte della regione dei Balcani. Le indagini e gli arresti dell'Eulex sui crimini di guerra è una rilevante dimostrazione della strategia della tensione dispiegata a Pristina, sulla base di accuse ed inchieste nei fatti note da anni. L'UNMIK e la KFOR conoscevano già nel periodo del conflitto le reti criminali e il relativo controllo da parte di personaggi chiave, poi saliti al potere, nelle istituzioni in seno ad uno Stato nato da un progetto di disgregazione e così da una dichiarazione di indipendenza unilaterale, sostenuta e voluta dalla comunità internazionale. In buona sostanza, si ricatta oggi quella struttura criminale finanziata ed utilizzata per attuare e completare la frammentazione jugoslava. I documenti in possesso dell'Osservatorio Italiano, parte di una documentazione segreta della KFOR, evidenziano come si dispiegavano le reti dell'UCK, che a lor volta facevano capo a vari personaggi come  Hashim Thaci, Xhavit Haliti, Ramush Haradinaj ecc, nelle varie zone del Kosovo, e le relative zone di influenza. Nelle attuali indagini ed inchieste non vi è nulla di nuovo, che non fosse già noto alle forze internazionali, le quali nascondono dietro una falsa guerra alla criminalità delle manovre politiche ben pianificate.

 

<strong>Rete criminale di Hashim Thaci</strong>

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Rete criminale della famiglia Haradinaj

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Dal rullo dell’Osservatorio

I segnali deboli.

Le anomalie che vengono prima delle notizie.