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Belgrado/Serbia - La società russa di telecomunicazioni "VimpelCom" probabilmente rinuncerà a partecipare a tender di privatizzazione del pacchetto di maggioranza di "Telekom Srbija". L'agenzia russa "Interfax" trasmette che, qualora nei prossimi giorni…
Belgrado/Serbia - La società russa di telecomunicazioni "VimpelCom" probabilmente rinuncerà a partecipare a tender di privatizzazione del pacchetto di maggioranza di "Telekom Srbija". L'agenzia russa "Interfax" trasmette che, qualora nei prossimi giorni fosse concordata la fusione della società russa con l'operatore italiano di telefonia mobile " Wind", si fermerebbe l'estensione della VimpelCom nel continente europeo. Le informazioni pubblicate in precedenza rilevano che la russa VimpelCom è l'unica società che nei discorsi con i rappresentanti serbi ha annunciato di essere pronta a pagare 1,4 miliardi di euro per il 51 per cento delle azioni di "Telekom Srbija". Secondo informazioni non ufficiali anche la compagnia "France Telecom" non è più interessata ad entrare nel mercato serbo. Allo stesso tempo, il Governo della Serbia è giunta mercoledì la lettera dell'operatore greco OTE con la quale la società conferma la prontezza di vendere parte delle azioni detenute in "Telekom Srbija", scrive il quotidiano "Novosti". Dunque, vi è la probabilità che, vista la decisione definitiva di OTE di vendere la quota del 20 per cento delle azioni, il Governo della Serbia deciderà di mantenere la quota del 27,5 per cento delle azioni all'interno dell'operatore nazionale. Il nuovo proprietario, secondo questo piano, acquisterà il 51 per cento della società, il cui 31 per cento è detenuto dal Governo della Serbia e il restante 20 per cento dalla OTE. Il piano prevede inoltre che il nuovo proprietario si adoperi per il riscatto delle azioni detenute dagli ex ed attuali lavoratori, proprietari del 6,5 per cento delle azioni, così come dai cittadini che possiedono il 15 per cento delle azioni, con la possibilità di vendere le loro azioni allo stesso prezzo pattuito per lo stato serbo e la greca OTE. Il termine per la presentazione alla gara d'appalto annunciata dal Gruppo di lavoro nel Ministero delle Finanze è stato rinviato al 21 marzo di quest'anno, anche se nella versione ufficiale viene ribadito che il motivo del ritardo è di natura tecnica. Il Governo intanto ritiene che è possibile ottenere un prezzo molto più alto e che lo Stato, per il suo pacchetto di azioni del 31 per cento, sarà in grado di ottenere una cifra notevolmente superiore all'offerta iniziale di 840 milioni di euro. Se apparisse solo une candidato, lo Stato per il suo pacchetto otterrebbe 840 milioni di euro e il partner greco 560 milioni di euro. Per adesso,sembra che "Deutsche Telekom" abbia manifestato il maggior interesse di acquisto di "Telekom Srbija", essendo proprietario del 30 per cento delle azioni nella società OTE, con la possibilità di negoziare la vendita di tutto il resto delle azioni con il suo partner, a differenza delle altre parti interessate. Alla luce di questi sviluppi, la domanda che si pone inevitabilmente è quanto denaro confluirà nelle casse dello Stato e se dalla vendita delle quote saranno rovinati i piani del governo. Gli economisti ritengono che il fatto che lo Stato dalla vendita del 31 per cento otterà meno denaro, non rappresenti un problema. Mahmud Bušatlija conferma che questi rapporti tra il governo e OTE andranno nettamente a favore alla società tedesca. "Se questo 31 per cento fosse venduto a Deutsche Telekom, per loro sarebbe senz'altro un'ottima soluzione, in quanto con la loro quota in OTE sarebbero in grado di ottenere un numero ancora maggiore di azioni. Il denaro ottenuto dalla vendita, se vendessimo il 31 per cento, sarebbe sotto un miliardo di euro. Tuttavia, una volta entrato nel bilancio, tale denaro servirà a coprire il deficit ", ha detto Bušatlija.<br />
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