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NOTIZIE · OI-273118 · 28/01/2011 15:07:00 · 5623 g fa7 min lettura
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la nuova europeizzazione

DiOsservatorio ItalianoSommario

La pianificazione di nuova divisione europea è già in atto, ma non più come piano segreto, bensì come una vera strategia che parte dalla Gran Bretagna, che va a confermare il rapporto della CIA pubblicato nel 2009, in cui viene descritta la futura…

La pianificazione di nuova divisione europea è già in atto, ma non più come piano segreto, bensì come una vera strategia che parte dalla Gran Bretagna, che va a confermare il rapporto della CIA pubblicato nel 2009, in cui viene descritta la futura conformazione di un`Europa frantumata entro il 2020. Siamo già entrati nell'era di una nuova globalizzazione di cui l'America è portavoce dello sviluppo di una rete di collaborazioni e unioni, percepita dall'altra parte del mondo come dei legami tra vari cerchi concentrici. <strong>La frammentazione europea. </strong> In un mondo pieno di organizzazioni internazionali, come il Mercosur, il Nafta, l'ASEAN, l'Organizzazione di Shangai e l'Unione dei Paesi africani. L'UE ha creato la European Union - EEAS (European External Action Service), che ha già elaborato un piano di regionalizzazione. Sono state già create le commissioni a livello regionale, mentre l' “agenda UE del 2000” parla così della regionalizzazione in cerchi concentrici fatti come le zone di una grande megalopoli. Nel primo cerchio vi sono i Paesi che si sono integrati nell'Unione, nel secondo i Paesi di transizione del Sud Est Europa, i Paesi Scandinavi e la Gran Bretagna. Il terzo cerchio  è fatto dai Paesi dell'Europa meridionale e dell'Est. Nel quarto cerchio dovrebbero esservi i paesi dei cosiddetti “Balcani Occidentali”. Questa mappa è simile a quella delle grandi città, dove la zona A è rappresentata sempre dal centro amministrativo mentre la D è nella maggior parte dei casi un ghetto. L'idea dell'ambizioso premier britannico, David Cameron, rampollo 'made in Uk', vede l'alleanza di Gran Bretagna con i Paesi scandinavi e baltici, come una potenza che lancia l'apertura dei mercati, le tecnologie verdi, e la valorizzazione del concetto di famiglia. Dopo aver stretto un'alleanza militare ed economica con la Francia nel novembre del 2010, in ricordo della vecchia Triplice Intesa (questa volta però senza la Russia) , la Gran Bretagna decide di raggruppare i paesi euro-scettici. Non a caso l'UK Nordic Baltic Summit   tenutosi la scorsa settimana a Downing Street , non ha visto la partecipazione di nessun rappresentante delle istituzioni europee, mentre glorifica il modello scandinavo che - secondo Cameron - dovrebbe essere preso come punto di riferimento esemplare per l'UE. La riunione ha visto la partecipazione di Gran Bretagna, Svezia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania, molti dei quali fortemente euroscettici nei confronti di una Europa condotta da Bruxelles. Presenti anche Norvegia e Islanda, che non sono parte dell'Unione.   A Downing Street viene confermato che il summit non  mostra mancanza di fiducia nei confronti delle strutture UE, ma non va dimenticato il vecchio piano della Europa fatto di circoli concentrici, in cui Gran Bretagna , Scandinavia e paesi Baltici occupano uno dei cerchi. Questa idea è stata presa in seria considerazione, ben sapendo che l'intero progetto condotto dalla Gran Bretagna è quello del Partito Conservatore. Dei nove paesi che hanno partecipato al summit solo due, Estonia e Finlandia, usano euro, mentre Islanda e Norvegia ancora non fanno parte dell'UE e come si prevede per le prossime elezioni sicuramente rifiuteranno di nuovo la possibilità di essere parte di quell'Unione che va verso il tramonto.  Fredrik Reinfeldt, premier svedese, ha ricordato che a volte “i discorsi nei paesi del nord sono ben diversi da quelli dell'Europa meridionale". Non si può ignorare neanche il fatto che il summit si tiene proprio nel momento in cui le economie di Grecia, Italia, Portogallo e Spagna stanno crollando giorno dopo giorno, portando con sé in questo abisso anche i politici, travolti da vari scandali, costruiti ad hoc per far credere che essi siano la più grande fonte dei problemi in UE. A tutto questo si deve aggiungere anche il fatto che i nuovi membri, Romania e Bulgaria, sono stati di nuovo respinti dalla zona Shengen. I debiti che fanno pesare la sopravvivenza europea diventeranno così sempre più un macigno insostenibile e alla fine ognuno guarderà la propria salvezza rifiutando di seguire l'Unione. <strong>Una NATO del Nord </strong>. Dopo la prima riunione dei paesi del Nord tenutasi nel novembre del 2010 a  Reykjavik, nasce l'idea  dell'UK Nordic Baltic Summit da  un'idea di Steve Hilton, consigliere politico di Cameron che ha creato un punto d'unione tra la politica e l'economia. Ciò che preme di più è l'idea di un patto di difesa delle regioni dell'Artico, come risposta ad una nuova alleanza militare che somiglia alla NATO, e che dovrà occuparsi di problemi come lo scioglimento dei ghiacci e i problemi climatici.L`idea di una mini–NATO oppure di una “NATO del Nord” è stato uno dei discorsi principali di riferimento di questo summit londinese. Si tratta di un blocco militare composto dai paesi settentrionali che tanti descrivono come “risposta all'avanzare della Russia nell'Artico”.    Infatti i media russi dichiarano che sia Thorvald Stoltenberg, ex Ministro della Difesa e degli Affari esteri, fautore di questa idea. Molti  possono ricordare per il suo ruolo nel Vens–Oven, piano di divisione della Bosnia in due parti, poi trasformatasi in idea di due entità nell'atto di Dayton.  La sua ideologia viene così descritta: "Possiamo scegliere la collaborazione o la degradazione dei nostri sistemi di difesa”. Ovviamente che con la nuova alleanza tra Gran Bretagna e paesi Nord si era scelta collaborazione. Si parla di un nuovo patto che dovrà “tenere sotto controllo gli orsi polari e i russi” , forse in risposta ai tre anni precedenti quando una squadra sottomarina la bandiera russa sotto il mare del Polo Nord. Il prossimo summit previsto per l'aprile di quest'anno potrà  fissare i vari punti di questa nuova alleanza. In base al rapporto di Stoltenberg - ex politico e padre dell'attuale premier norvegese - si suggerisce la formazione delle forze civili e militari per le regioni non stabili, di forze per le situazioni di emergenza, un congiunto corpo di guardia, uno sviluppo comune dei sottomarini , un sistema della difesa informatica, un sistema comune per i satelliti di sorveglianza aerea e marittima ed unità per le indagini per i crimini di guerra. Il rapporto di Stoltenberg prevede anche la creazione di consolati comuni nei paesi in cui i paesi nordici non hanno una propria missione. Nello spirito del famoso articolo cinque dell' Alleanza euro-atlantica si raccomanda ”che gli Stati  si impegnino ad intervenire nel caso in cui un Paese nordico venga attaccato da un nemico esterno oppure nel caso in cui il paese sia sottoposto a pressioni inaccettabili”. Thorvald Stoltenberg dichiara che il suo piano è una risposta ai grandi cambiamenti geopolitici, sopratutto quelli nell'Artico. La creazione del Patto nordico avrà un fondamento per geografia, cultura e valori. “<em>Parliamo la stessa lingua. Ci sentiamo uniti da una vicinanza ben maggiore a quella che percepisce la maggior parte degli altri paesi . Nei paesi nordici vi è già un'ottima collaborazione tra servizi di intelligence, e così è stato anche durante la Guerra Fredda. Gli stretti contatti esistono anche tra la gente "ordinaria". E' una questione di fiducia e di interessi comuni", </em> dichiara a questo punto Stoltenberg. Egli osserva che, nonostante il fatto che la Svezia e la Norvegia non siano membri della NATO, tra i cinque paesi nordici vi è quasi una "silenziosa" solidarietà che assomiglia a quella che esiste nell'Alleanza Nordatlantica. In questo caso, possiamo aspettarci un altro allargamento, magari verso la Francia, andare a creare un assetto non ben diverso da quel piano fatto dieci anni fa per la divisione dell'UE. Mentre si parla di allargamento europeo verso tutti quei paesi stigmatizzati con criminalità organizzata, povertà economica, atrofia politica e mancanza di rispetto per i diritti umani, l'altra parte dell'Europa crea il suo nido protetto e riservato solo per pochi “scelti” . Questa volta non in silenzio, ma in maniera ben diversa, con la voce sempre più alta, dimostrandosi come i migliori dell'Europa Sud Orientale.<br />   <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>

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Strumenti del dispaccio
Entità
30
menzionate
Persone
1
menzionate
Aziende
1
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◉ Geografia della notizia · 15 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Balcani Occidentali · Islanda
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