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Banjaluka/Republika Srpska - Il Presidente della RS Milorad Dodik, in un'intervista per "Glas Srpske", ha affermato che la legge sui beni immobiliari presenti sul territorio della RS non può essere annullata. Dodik replica così al ricorso presentato presso…
Banjaluka/Republika Srpska - Il Presidente della RS Milorad Dodik, in un'intervista per "Glas Srpske", ha affermato che la legge sui beni immobiliari presenti sul territorio della RS non può essere annullata. Dodik replica così al ricorso presentato presso la Corte Costituzionale BIH da parte di Sulejman Tihic contro la legge della Srpska che andrebbe ad incidere sulla registrazione dei beni militari bosniaci relativamente a quelli presenti nella RS. Egli infatti ricorda che la Bosnia non ha beni e la stessa Costituzione non contiene alcuna disposizione in merito alle proprietà terriere od immobiliari, attribuite ad essa solo in funzione di un sillogismo, e dunque solo perchè definita erede della Jugoslavia. "<em>La Corte Costituzionale dovrebbe proclamarsi non competente a pronunciarsi sulla richiesta di Tihic, e qualora questi voglia portare ancora avanti questa tesi, allora deve sapere che non può farlo in alcun modo. Il Comitato esecutivo del Consiglio per l'attuazione della pace, chiedendo di fermare approvazione di tale legge, non ha detto che la legge è anti-costituzionale o anti-dayton ma solo che può creare un problema in merito ad un possibile accordo futuro sui beni statali",</em> ha dichiarato Dodik. Secondo le sue parole, se la Corte costituzionale di BIH si dichiara competente, nessun accordo politico sui beni sarà possibile. <em>"Inzko ha dato ordine di non attuare la Legge sui beni statali in RS, ma tale ordine per noi è inefficace perchè anticostituzionale. Il suo veto non sarà infatti pubblicato sulla "Gazzetta ufficiale della RS" e non sarà attuato. Se le autorità catastali non dovessero registrare i beni della Srpska come proprie proprietà, in conformità con tale legge, presenteremo una nuova legge ed escluderemo le autorità catastali dalla competenza alla registrazione dei beni trasferendola al Governo della RS</em>", ha dichiarato Dodik. Allo stesso modo, commentando il veto sollevato dal Club dei Bosniaci all'interno del Consiglio dei Popoli della RS, Dodik ha affermato che tale ostruzionismo è una sorta di ritorsione scorretta ed arrogante che non porterà a nulla. Secondo Dodik, esso potrà solo fermare il processo di formazione del governo della RS per un paio di settimane, ma non in maniera permanente. <em>"Non abbiamo detto che il Presidente del Consiglio dei Popoli della RS non deve essere un bosniaco, ma non sarà Mirsad Djapo, essendo il portavoce di una politica che vuole solo danneggiare la Republika Srpska. La RS si mostrerà come una società matura, aspettando così la decisione della Corte Costituzionale della RS. Se la loro strategia è quella di fermare ogni progetto legislativo, potremo anche abolire il Consiglio dei popoli. Per cui, se continua questo tipo di politica volta a danneggiare la RS da parte del club bosniaco presso il Consiglio dei popoli, troveremo il modo di apportare delle modifiche alla Costituzione </em>", afferma Dodik.
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