Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Il labirinto della criminalità organizzata ramificata nei Balcani pian piano sta svelando i suoi misteri, minacciando i circoli dei “grandi boss”, dopo aver portato all'arresto anche dei più potenti politici, a causa dei loro giochi…
Il labirinto della criminalità organizzata ramificata nei Balcani pian piano sta svelando i suoi misteri, minacciando i circoli dei “grandi boss”, dopo aver portato all'arresto anche dei più potenti politici, a causa dei loro giochi sporchi. Il caso Sanader ha mostrato la debolezza di una classe politica corrotta che, dopo i primi spari, scappano urlando di non aver nulla a che fare per i “cosiddetti lavori del secolo”. Dopo di lui, si attendono le imminenti dimissioni di Milo Djukanovic, annunciate come passo successivo all'attribuzione dello status di candidato del Montenegro. Contemporaneamente ha inizio la nuova guerra mediatica tra i grandi boss balcanici, affaristi e organizzatori delle grandi strategie della criminalità. Sbarca così su B92 una nuova puntata della storia di Stanko Subotic Cane, boss del traffico di sigarette negli anni '90, uno dei tanti nomi coinvolti nella grande piovra. La sua sfida è rivolta a Ratko Knezevic , faccendiere montenegrino-britannico vicino a Djukanovic e testimone auto-procalmatosi del traffico di sigarette, ma anche ad altri importanti industriali e a parti delle loro famiglie. Subotic parla di Marko Miskovic, figlio di Miroslav Miskovic, proprietario di Delta, molto vicino a Darko Saric, Vojin Lazarevic, Miso Beko e al direttore della TV RTS Aleksandar Tijanic. Accusa anche i funzionari del DSS, che andavano a reclamare 'la loro parte sui lavori', tra cui Dejan Mihajlovic a cui - dice - ha finanziato la campagna elettorale per un valore di 50 000 euro. Come un vero pentito dichiara che “e` pronto a raccontare tutto sul contrabbando di sigarette, anche della galera, perché è cosciente che questa è una colpa che dovrà pagare per la sua cooperazione con il diavolo”. Il tanto discusso imprenditore serbo si offre ancora una volta alle autorità di giustizia della Serbia per testimoniare sul traffico di sigarette negli anni '90. Ricercato dall'Interpol, su richiesta di Belgrado dove è in corso il processo nei suoi confronti in contumacia per organizzazione a delinquere e contrabbando di sigarette nel 1995 e nel 1996 con un guadagno di 28 milioni di euro e otto milioni di dollari, Subotic parla del suo ruolo nei recenti eventi del Paese. Conferma che nel suo ritorno in Serbia nel 2000 era fiero di poter “far cadere Milosevic”, dando un grande contributo dei soldi al partito DS, senza avere nulla in scambio. Subotic e i media. “Ho avuto solo persecuzioni dai media. Ho investito in diverse società che si occupano di distribuzione per l'editoria. I dipendenti ricevono i loro stipendi regolarmente, con un aumento degli affari di 200 milioni di euro. Mi hanno impedito di creare un monopolio e così hanno organizzato la persecuzione politica e mediatica. Se la Procura avesse avuto qualcosa, avrebbero preso la mia deposizione accogliendomi a Belgrado”, dichiara Subotic. Accusa così il direttore di RTS Aleksandar Tijanic, dicendo che ha ricevuto da Miroslav Miskovic un milione di euro all'anno per proteggere i suoi interessi. Subotic conferma che Miskovic aveva partecipato ad un suo incontro con Tijanic in Germania, con la compagnia VAC per la vendita di Vecernje novosti. Presente a tale incontro anche il proprietario Bodo Hombah a cui Tijanic sembra abbia chiesto due milioni di euro per cambiare l'immagine della sua azienda in Serbia. Tijanic nega le parole di Subotic. "Non mi sono mai recato con Subotic in Germania, basti controllare la lista de passeggeri. La VAC mi ha offerto un posto di direttore per un media per l'Europa sudorientale e un premio di 1,5 milioni di euro per il mio trasferimento ", ha detto Tijanic. Egli tuttavia conferma che alla cena con Hombah era presente anche Cane, a cui Hombah chiede a la stessa somma di denaro, minacciando una ritorsione mediatica. Egli così annuncia la presentazione di una denuncia formale in tribunale sia per Subotic sia per il redattore di B92 Veran Matic. Subotic accusa Milan Beko e il funzionario del partito DSS Dejan Mihajlov per avergli chiesto il denaro per l'acquisto del Vecernje Novosti. “Quando ho iniziato ad investire, avrei dovuto giocare con le loro regole. Questi venditori di esclusive della Serbia sono il male”, come conferma Subotic , spiegando che il denaro fu dato a Beko , che ha fondato un paio di aziende per comprare il giornale. Le dichiarazioni sui nomi e la privatizzazione del Vecernje novosti, e sopratutto il pagamento di 500 mila euro, saranno oggetto delle indagini della Procura per la criminalià organizzata e le autorità competenti. Subotic e le sigarette. Cane conferma di essere in possesso dei documenti originali che mostrano come dal 1995 al 1998 comprava le sigarette della “Makedonia tabac”, come dovrebbe risultare dallo stesso “Libro nero” di Dance Suturkov, che riporta le registrazioni delle transazioni in contanti. Cane mette a disposizione il libro di cui è in possesso, una delle ragioni perché - a suo parere - intendono processarlo a Belgrado. “Immaginate cosa possa aver scoperto sulle attività delle aziende Crvenka o Rumenka. Sicuramente sarebbe devastante per il teorema che hanno studiato per me”, conferma Subotic. Intanto la Procura per la criminalità organizzata dichiara che a Cane era stato inviato un mandato di comparizione, che tuttavia non ha ricevuto risposta. “La sua campagna mediatica è in realtà un tentativo per influenzare e fare pressioni sulle autorità competenti, giudiziarie, creando anticipatamente un alibi per impugnare una decisione giudiziaria ", spiega la Procura. Intanto continua la guerra tra Ratko Knezevic e Subotic . “Si deve inviare dare un messaggio importante a Joca Amsterdam e Slobodan Durovic, perché non confermino di essere i mandanti dell'assassinio di Pukanic", afferma Subotic senza nascondere la sua indignazione per l'opinione diffusa che personaggi come Djukanovic siano la democrazia nei Balcani. Da parte sua, commentando la presenza mediatica di Subotic, Knezevic chiede invece che sia fatta luce sui conti correnti nel Liechtenstein delle aziende Codexe e Dulvich, per chiarire la sua posizione. <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>
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