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NOTIZIE · OI-269469 · 05/11/2010 14:15:00 · 5706 g fa7 min lettura
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l`Agenzia dell'Energia Atomica controllerà le importazioni

DiOsservatorio ItalianoSommario

I rifiuti industriali importati come materia prima per l'industria del riciclaggio saranno oggetto di controllo dell'Agenzia dell'Energia Nucleare di Albania. A seguito delle diverse modifiche già apportate alla legge sul funzionamento dell'agenzia…

I rifiuti industriali importati come materia prima per l'industria del riciclaggio saranno oggetto di controllo dell'Agenzia dell'Energia Nucleare di Albania. A seguito delle diverse modifiche gi&agrave; apportate alla legge sul funzionamento dell'agenzia appena creata in Albania, si &egrave; deciso, secondo un protocollo speciale, di conferire a tale ente la competenza di effettuare il controllo su una parte dei rifiuti industriali importati. Il controllo riguarder&agrave; i materiali destinati al riciclaggio che comportano un rischio d'inquinamento. L'analisi verr&agrave; svolta su campioni, dei quali sar&agrave; seguito tutto l'iter, dall'entrata sul territorio albanese fino alla lavorazione definitiva del materiale. Il Governo &egrave; impegnato nella stesura dell'intero quadro legale e ultimamente ha definito i canoni secondo i quali l'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica deve avere pieno controllo di qualsiasi luogo e mezzo in cui &egrave; stato utilizzato del materiale nucleare. Inoltre &egrave; definito anche per i materiali non-nucleari il rapporto tra esportazioni ed importazioni. Per &quot;siti nucleari&quot; si intender&agrave; qualsiasi luogo o impianto,anche dimesso, entrato a contatto con materiale nucleare in modo prolungato. Secondo la definizione dell'articolo 18 della nuova legge, saranno monitorate tutte le aree connesse anche con la ricerca e lo sviluppo sul combustibile nucleare, quelle adibite al sistema di trasformazione del nucleare come l'arricchimento dell'uranio, la fabbricazione della materia combustibile nucleare, i reattori. L'Albania sar&agrave; inoltre obbligata a rendere pubblici i piani generali dei prossimi dieci anni sullo sviluppo e il ciclo del combustibile nucleare. La legge definisce anche &quot;uranio ad alto arricchimento&quot;, cio&egrave; l'uranio che contiene il 20% o pi&ugrave; d`isotopi d'uranio 235. Mentre, con &quot;impianto&quot; sar&agrave; inteso non soltanto il reattore manche l'impianto critico, l'impianto di trasformazione, l'impianto produttore, l'impianto di rilavorazione e ogni sito in cui solitamente &egrave; conservato il materiale nucleare in quantit&agrave; superiore ad un chilogrammo effettivo.&nbsp;Dovr&agrave; fornire informazioni anche sul sito di lavorazione dei rifiuti a medio e alto rischio, come plutonio, uranio arricchito o uranio 233. &quot;L'ulteriore lavorazione&quot; non include un ri-imballaggio dei rifiuti o il loro ulteriore condizionamento, neanche la divisione degli elementi per la conservazione temporanea o il sotterramento.&nbsp;Le informazioni dovranno riguardare anche i trasporti speciali e non nucleari. <strong>Protocollo aggiuntivo</strong>. &nbsp;Attraverso un protocollo supplementare sono stati definiti il dovere di controllo e di rilasciare informazioni, incluse quelle classificate riguardanti l`Albania e l`Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica. Il protocollo aggiuntivo del accordo di esecuzione delle garanzie su tutte le attivit&agrave; nucleari dell'Albania &egrave; stato ratificato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dopo l'approvazione della legge 10314 avvenuta il 16 settembre 2010. Il Protocollo aggiuntivo &egrave; stato approvato in un periodo in cui molti politici albanesi hanno rilanciato l'idea della costruzione di una centrale nucleare, inserendo tale obiettivo nell'agenda. Si &egrave; parlato proprio di questo durante l'incontro tra il Ministro dell'Economia Ilir Meta e il Ministro dell'Energia Atomica d`Israele Dan Meridor. La nuova legislazione e gli incontri internazionali potrebbero essere un test dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica nei confronti dell'Albania. Oppure un passo obbligato per soddisfare l'ambiziosa aspirazione di costruire una centrale nucleare in Albania. L' articolo 9 della legge &quot;Per la creazione dell'Agenzia dell'Energia Nucleare&quot; prevede che l'Agenzia controlli i siti assegnati e raccolga i campioni ambientali su ampia scala, ma il lavoro non inizier&agrave; fin quando le misure procedurali non saranno approvate dal Consiglio, in seguito ai negoziati tra l'Agenzia internazionale e l'Albania.<br /> La successiva approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, della &quot;Lista dei rifiuti ammessi all'importazione per fini di uso, riciclo e lavorazione&quot; (detta Lista verde) ha causato una forte reazione nell'opinione pubblica albanese, in quanto la lista &egrave; stata approvata dai deputati della maggioranza durante la riunione tenutasi luned&igrave; nella Commissione delle Attivit&agrave; Produttiva per il Commercio e l`Ambiente. <strong>Proteste degli ambientalisti.</strong> Gli ambientalisti hanno presentato alla Commissione le loro obbiezioni e hanno richiesto che la decisione fosse congelata, per non dire annullata, in quanto pone gli albanesi dinnanzi ad un alto rischio per la salute. Forti critiche sono state presentate anche dal noto esperto ambientalista Sazan Guri, secondo il quale la mancanza di un quadro legale sullo stoccaggio comporter&agrave; molte conseguenze. &ldquo;<em>Dal riciclaggio di 100 tonnellate di rifiuti metallici, soltanto 20 tonnellate verranno effettivamente riutilizzate, mentre 80 tonnellate sono sono rifiuti che resteranno in Albania. Il riciclaggio viene eseguito da aziende che mirano solo al profitto e non sono specializzate nel riciclaggio e nel rispetto dell'ambiente. Per tutti questi motivi la decisione va sospesa</em>&quot;, ha dichiarato Guri. Un altro problema identificato dagli ambientalisti sono le lacune nel quadro legale, perci&ograve; richiedono un rinvio della decisione in attesa dell'elaborazione della legislazione e della creazione di alcune infrastrutture tecniche.&nbsp;Gli ambientalisti accusano il governo di essere contraddittorio nelle sue decisioni, visto che parte della strategia nazionale dettata anche dall'ASA (Accordo per la Stabilizzazione ed Associazione) mira allo sviluppo del turismo e dell'agricoltura, mentre l'importazione di rifiuti non va certamente nella stessa direzione. <strong>Rifiuti dell'Italia in Albania?</strong>La contestazione si &egrave; intensificata anche in seguito alle dichiarazioni pubbliche del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi questa domenica. Berlusconi infatti ha dichiarato pubblicamente che l'Italia esporter&agrave; verso l`Albania circa 150 mila tonnellate di rifiuti. L'opinione pubblica albanese &egrave; preoccupata che l'Italia possa inviare anche rifiuti tossici, limitandosi a sfruttare le risorse del Paese delle aquile. Su alcuni giornali italiani, si &egrave; fatto riferimento ad un'ampia collaborazione che il Premier italiano ha sottoscritto tre anni fa con l'omologo albanese, Sali Berisha. Secondo tale accordo, l'Italia potrebbe esportare tonnellate di rifiuti urbani, ma anche rifiuti nucleari, in Albania sfruttando le coste disabitate. &nbsp;Secondo gli ambientalisti albanesi, la &quot;Lista Verde&quot; e la Convenzione di Bassel consentirebbero l'importazione degli scarti delle centrali Termo nucleari, che sono composti da elementi indiscutibilmente rischiosi. Inoltre la &nbsp;lista includerebbe gli scarti dell'industria del petrolio e dell'industria della lavorazione dei metalli colorati. Attualmente in Albania si contano circa 60 societ&agrave; di riciclaggio, la gran parte delle quali si occupa proprio di metalli. <strong>Smentita dal Governo albanese.</strong> Il Consiglio dei Ministri ha smentito le dichiarazioni rilasciate dagli ambientalisti, cos&igrave; come la volont&agrave; di importare rifiuti nocivi. Secondo il vice Ministro dell'Ambiente Taulant Bino non vi sar&agrave; alcuna importazione di materiali nocivi o tossici, e neanche rifiuti destinati agli inceneritori. Bino ha osservato che l`opinione pubblica &egrave; stata disinformata, in quanto la legislazione albanese del 2003, ma anche successive decisioni del Consiglio dei Ministri, vietano categoricamente l'importazione di rifiuti nocivi. Perci&ograve; fanno parte della Lista Verde soltanto i 55 prodotti che possono essere riciclati in Albania, solo una parte di quelli inclusi nella lista dell'Unione Europea che comprende 168 prodotti. La decisione, secondo il Ministro Bino, &egrave; in linea con il piano nazionale d'approssimazione della legislazione e per l'esecuzione dell'Accordo per la Stabilizzazione ed Associazione, con la Convenzione di Bassel sul controllo dei rifiuti e con la catalogazione albanese ed europea sulla classificazione dei rifiuti. Secondo il ministero, quindi, la decisione &egrave; stata presa per fornire sostegno all'industria del riciclaggio. Il fine non &egrave; di importare grandi quantit&agrave; dall'estero, ma di stimolare l'industria che molto presto dovr&agrave; riciclare i rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata interna del paese. Il Ministro ha spiegato che la differenza tra la recente iniziativa e quella del 2004, sta proprio nel fatto che i rifiuti questa volta non finiranno semplicemente negli inceneritori. Il riciclaggio &egrave; trattato come un qualsiasi settore industriale su cui sono stati investiti circa 100 milioni di euro, per il riciclaggio di metalli, carta, materiali tessili, plastica, ed altri prodotti.&nbsp;Ma sulla decisione del Consiglio dei Ministri 2010, contrariamente da quanto affermato dal Vice Ministro, si cita anche lo smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento o versamento in mare. Lo smaltimento verr&agrave; svolto anche in discariche o pozzi per i rifiuti liquidi. La lista elaborata dal Ministero dell'Ambiente include inoltre dei rifiuti di polimeri d'etilenio, polimeri del stirenio e polimeri di vinil cordio, plastiche polimere o unioni di polimeri, che possono essere considerati nocivi. Il Ministero prevede quindi l`importazione di materiale che sono nocivi soltanto oltre una certa quantit&agrave;, ma non ne fissa le quantit&agrave;.&nbsp;Non si sa ancora dove andranno a finire tutti questi rifiuti, ma la recente legislazione prevede trasparenza e un serio monitoraggio, che sicuramente possono essere dalla parte dei cittadini. <em><strong>Alketa Alibali</strong></em>

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