Un'ombra sulla Serbia
Belgrado - Ciò a cui abbiamo assistito a Genova è senza dubbio un atto gravissimo che getta un'ombra sui popoli dei Balcani, proprio quando si avvicina l'apertura delle frontiere europee con il crollo del muro di Schengen. È indubbio il timore di destabilizzazioni interne quando ci si apre all'integrazione dei popoli, ma ciò non significa che occorre assecondare l'onda mediatica che vuole la strumentalizzazione politica di tali episodi per sollevare dubbi sulla sicurezza degli europei.
D'altro canto, la pericolosità delle tifoserie dei Balcani è stata sicuramente sottovalutata, e di conseguenza non gestita con le dovute misure. Al loro interno vi sono infatti anche veterani ed ex combattenti di guerra, che vanno a formare frange di grande violenza e forza devastatrice, conoscendo come unico deterrente la repressione. Il loro ingresso in Italia, come pure nello stadio di Genova, doveva essere più controllato con rigidissime misure di sicurezza.
In realtà gli hooligans dei Balcani non dovrebbero neanche avere la possibilità di entrare, perchè sono movimenti che cercano solo lo scontro, a prescindere dal pretesto in sé. Solo qualche giorno fa Belgrado è stata totalmente distrutta da un'onda di 6000 hooligans inferociti che hanno utilizzato una pacifica e simbolica manifestazione per i diritti omosessuali per devastare tutto ciò che incontravano sul loro cammino.
Non dimentichiamo infine che nella primavera del 1991 (in occasione della partita Crvena Zvezda - Hajduk) furono proprio degli scontri tra hooligans ad aprire i primi fronti di guerriglia nella Jugoslavia. E di fatti in Croazia hanno eretto un monumento ai caduti tra gli hooligans perchè parteciparono a tutti gli effetti alla guerra. Per cui se esiste lo Schengen, e di regola anche la rete di interconnessione tra le forze di polizia e delle frontiere interregionali, occorre attivare tutti gli strumenti a disposizione degli Stati per prevenire episodi del genere.
L'Europa come la Serbia hanno una grande responsabilità verso i loro popoli, per questo occorre richiamare alla calma, alla precauzione e alla difesa, per evitare che immagini del genere diventino l'unico messaggio conosciuto dall'opinione pubblica sull'ampliamento dell'UE e sugli stessi Balcani. In pochi attimi è stato distrutto un lavoro faticosamente costruito per mano di un manipolo di pericolosi criminali, che non sono stati disarmati né fermati.