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Imparare cosa significa 'democrazia'

Si sente spesso parlare dei progetti di assistenza all'integrazione dei Paesi in  fase di transizione e guardano all'adesione all'Unione Europea.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-264582 · 5 min di lettura

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La cosiddetta fase di pre-adesione&nbsp; &egrave; diventata una sorta di 'prodotto interno lordo'&nbsp; per tutti i Paesi europei che aiutano i nuovi candidati ad integrarsi, e dunque non solo per i beneficiari e i destinatari ultimi dei progetti.&nbsp; In un certo senso, l'integrazione europea &egrave;&nbsp; un'occasione di crescita economica ed arricchimento sociale reciproco.&nbsp; Di seguito riportiamo un caso di armonizzazione del sistema di istruzione dei Balcani, assistito da associazioni e ONG europee, ed in particolare italiane. Tra i progetti sviluppati in Bosnia,&nbsp; vi &egrave; quello della <strong>EducAid</strong>, NGO italiana che cura progetti nel settore educativo in vari Paesi, tra cui anche Kosovo, Palestina, Sierra Leone, Somalia, Romania, con lo scopo di rafforzare i sistemi educativi rivolti in particolare a bambini con&nbsp; ogni tipo di disabilit&agrave;.&nbsp; Tra&nbsp; i suoi consorziati vi &egrave; il CEIS (Centro Educativo Italo-Svizzero)&nbsp; e la &quot;Cooperativa Sociale Il Millepiedi&quot; di Rimini e&nbsp; &quot;TANALIBERATUTTI Cooperativa Sociale&quot; di Riccione. EducAid ha curato in Bosnia per pi&ugrave; di tre anni&nbsp; il progetto di &quot;Tutela e reinserimento di minori con disabilit&agrave; fisica e psichica e promozione di imprenditorialit&agrave; sociale nel territorio della Bosnia Erzegovina&quot;,&nbsp; finanziato dal Ministero Affari Esteri Italiano-D.G.C.S., e co-finanziato da Regione Emilia-Romagna e Regione Marche, con il supporto professionale dell'Universit&agrave; degli studi di Bologna, del Consorzio Fuorimargine, dell'Universit&agrave;&nbsp; degli studi delle Marche, dei Ministeri dell'Educazione, Affari Sociali e&nbsp; Sanit&agrave;, nonch&eacute; dalle Univesit&agrave; locali, Istituti Pedagogici, Servizi Sociali. Il progetto ha visto l'organizzazione di vari seminari per gli insegnanti sull'inserimento sociale dei bambini disabili. <br />

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<em>&nbsp;Maria Montessori, pedagogista e scienziata italiana, madre della teoria pedagogica pi&ugrave; diffusa ed utilizzata nelle scuole del mondo. Il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini con problemi e disabilit&agrave;, per espandersi allo studio dell'educazione per tutti i bambini.</em>

Se non fosse che, nel periodo in cui il progetto viene implementato nella RS, non esisteva ancora un quadro legislativo&nbsp; che permette ai bambini disabili di essere iscritti in tutte le scuole,&nbsp; e non soltanto quelle speciali. Cominciano cos&igrave; i primi problemi, visto che manca il numero critico di insegnanti per aderire ai corsi di specializzazione di pedagogia avanzata. Il disaccordo tra gli istituti locali e le scuole europee diventa pi&ugrave; profondo nel momento in cui si fanno sentire quando vengono emanate le leggi che permettono l'iscrizione dei bambini diversamente abili. Non avendo risorse umane, gli insegnanti hanno cominciato ad incontrare le prime difficolt&agrave; nel processo di inserimento dei bambini disabili. EducAid, a quel punto, ha cercato&nbsp; di risolvere il problema con i vari tipi di seminari duranti i quali sono stati offerti dei corsi di specializzazione per gli insegnanti. E' stato organizzato anche uno stage della durata di 20 giorni a Rimini, durante i quali gli insegnanti hanno avuto modo&nbsp; di vedere da vicino il sistema educativo italiano nella Regione dell'Emilia Romagna. Un'esperienza percepita da tutti come positiva, accanto al duro lavoro del <a href="http://www.ceis.rn.it/"><strong>Centro educativo CEIS</strong></a>, che per&ograve; non &egrave; riuscita ad attuare quasi nessun miglioramento&nbsp; nelle scuole della Republika Srpska e di tutta la BIH.<br />

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Il divario burocratico tra sistema educativo italiano e quello della Republika Srpska &egrave; diventato sempre pi&ugrave; evidente, vista anche la mancanza di personale specializzato, considerando che in Italia &egrave; prevista la presenza (bene o male) di un insegnante di sostegno. Un problema che &egrave; stato sollevato dagli stessi insegnanti, senza per&ograve; avere un riscontro presso il Ministero della educazione e l'Istituto pedagogico della RS, che hanno cos&igrave; gestito l'intero progetto con una certa irresponsabilit&agrave;, visto che va a toccare la vita di soggetti molto vulnerabili.&nbsp; Cos&igrave;, per aiutare un po&rsquo; gli insegnanti a reperire e produrre il materiale educativo e per&nbsp; altre problematiche &egrave; stato aperto il Centro documentazione come parte dell'Istituto pedagogico a Banjaluka, che&nbsp; dopo anni nessuno vuole pi&ugrave; finanziare ormai. La struttura cos&igrave; rimane sempre ferma non offrendo pi&ugrave; nulla di quello per cui era stata immaginata. Gli insegnanti sono ancora soli senza nessuna specifica professionalizzazione e devono combattere&nbsp; problemi come autismo, disabilit&agrave; mentale, epilessia, e seguire contemporaneamente le&nbsp; classi nella RS, che sono circa 25.&nbsp; Tra l'altro, lo stesso Ministero non ha pensato alla possibilit&agrave; che gli insegnanti disoccupati potevano essere impiegati come docenti di sostegno nelle classi con bambini o ragazzi disabili. Nei fatti, il progetto dell'inserimento sociale della EducAid finisce, lasciando gli insegnanti con pi&ugrave; problemi di prima, perch&eacute; sono stati aperti degli squarci senza avere attorno a s&eacute; il contesto ambientale&nbsp; adatto ad accogliere le novit&agrave;.&nbsp; Tutto questo poi ignorando quanto gi&agrave; esisteva prima dell'arrivo dei progetti europei, come ad esempio degli istituti di assistenza per bambini disabili efficienti e comunque adatti ad accogliere casi problematici, non ancora pronti per l'inserimento in un sistema scolastico che &egrave; gi&agrave; in affanno. <br />

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Tuttavia, il caso pi&ugrave; esemplare &egrave;&nbsp; il progetto&nbsp; del <strong>Center for Civic Education</strong>, centro americano l'educazione civica di docenti e bambini. Il progetto parte infatti dall'abc, e dunque&nbsp; cosa significa &ldquo;democrazia&rdquo;, &quot;legge&quot; e &quot;progetti sociali&quot;. Cos&igrave; dopo anni di seminari, training,&nbsp; certificati e attestati di professionalizzazione, viene inserito nel sistema educativo della BIH la materia denominata &ldquo;democrazia&rdquo;,&nbsp; da un progetto di collaborazione del Ministero dell'educazione, dell'Istituto pedagogico e dell`ambasciata americana. Cosi &ldquo;<a href="http://www.civiced.org/index.php?page=introduction"><strong>Project Citizen</strong></a>&rdquo; diventa il progetto americano incorporato nel sistema di istruzione della BiH.&nbsp; Sembra pi&ugrave; importante che i bambini sappiano cosa significa democrazia, che&nbsp; aiutare un bambino con gravi problemi di&nbsp; salute. <strong>Civitas BiH NGO</strong>, organizzazione della Bosnia fondata nel 1996 con il supporto del Centro per l'Educazione civile, del Consiglio d'Europa e dell'Agenzia USA per informazione. Il fatto&nbsp;&nbsp; interessante &egrave;&nbsp; che Civitas &egrave; l'unica NGO diventata&nbsp; membro del Consiglio amministrativo per l'educazione europea (EISB), a cui potevano accedere solo&nbsp; i membri delle organizzazione di OSCE, CEE, Banca Mondiale, UNICEF, OHR. Non bisogna riflettere molto per immagine chi sta dietro CIVITAS e come sia stato&nbsp; possibile per una NGO&nbsp; entrare nel sistema educativo di uno Stato, mentre le piccole ONG italiane sono state messe da parte, non&nbsp; riuscendo ad imporsi ad altri, nonostante avessero promosso un'iniziativa pi&ugrave; utile alla societ&agrave;.&nbsp; Sono stati messi da parte anche gli insegnanti della BIH, che sono sempre pi&ugrave; poveri e sempre pi&ugrave; dipendenti rispetto ai pochi utili progetti che di rado giungono: a loro non resta che imparare gratis cosa significa &quot;democrazia&quot;.

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<em><strong>Michele Altamura </strong></em>

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