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NOTIZIE · OI-264275 · 15/06/2010 15:14:00 · 5850 g fa5 min lettura
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Le nuove alleanze e i vecchi accordi

DiOsservatorio ItalianoSommario

La propaganda mediatica da tempo sta cercando di dipingere i Balcani come il punto debole dell'Europa, che restano pur sempre una interessante fonte da cui attingere per organizzare manovre di sabotaggio in altri Paesi. Vengono così alla luce le…

La propaganda mediatica da tempo sta cercando di dipingere i Balcani come il punto debole dell'Europa, che restano pur sempre una interessante fonte da cui attingere per organizzare manovre di sabotaggio in altri Paesi. Vengono cos&igrave; alla luce le tracce delle&nbsp; relazioni tra&nbsp; Balcani (BIH), Turchia e Iran, che dovrebbero costituire una rete terroristica che si scaglia contro Israele. Da qui infatti il caso della ONG turca&nbsp; IHH di Insani Yardim Vakufi, tra gli organizzatori della flottiglia di aiuti umanitari diretta alla striscia di Gaza. Come noto, la fondazione turca IHH &egrave; stata fondata all'inizio della guerra in BIH, registrata ad Istanbul nel 1995 con un budget annuale di 150 milioni di dollari, creando poi una sede a Jeda, in Arabia Saudita, e a Sarajevo, al cui interno sembra lavorassero anche agenti segreti iraniani della Iranian Intelligence Agency (VEVAK). Tramite l'ufficio di Sarajevo (come conferma anche il Republican Policy Committee) e grazie all'intercessione di Bill Clinton e dell'ambasciatore americano in Croazia Peter Galbraith, arrivavano le armi dell'Iran dirette in Bosnia. Altre filiali della organizzazione umanitaria nella BIH sono state esposte nelle citt&agrave; di Teocak, Zivinice, Banovici, Tuzla e Kalesija, citt&agrave; gi&ugrave; note come campi di addestramento dei mujaheedin, nonch&eacute; luoghi con punti di contatto con le comunit&agrave; wahaabite. Uffici della stessa organizzazione si trovano anche a Zagabria e Spalato, e in Germania, come risulta dal rapporto CIA del 1996. La IHH &egrave; stata classificata, sia dall'intelligenze israeliana Mossad sia da quella americana CIA, come organizzazione membri della rete del finanziamento al terrorismo.&ldquo;La IHH ha partecipato agli attacchi terroristici durante la guerra in BIH, fornendo un supporto militare mediante dei pacchetti umanitari&rdquo;, conferma il rapporto della CIA. Allo stesso modo, secondo l'Istituto per gli studi internazionali di Danimarca, la rete umanitaria forniva armi in BIH e Cecenia. Dopo che gli Stati Uniti hanno vietato le operazioni della IHH, l'organizzazione ha continuato ad operare, evidentemente sfruttando sempre la stessa rete, visto che durante il blitz israeliano &egrave; stato condotto in arresto anche un cittadino bosniaco, Jaser Mohamad Sabah, di origini siriane, uno di quei personaggi che hanno combattuto durante la guerra in Bosnia come mercenari. In questo caso, all'interno del convoglio umanitario si trovava come rappresentante di un'altra organizzazione dal nome EMMAUS. Stando a quanto riportato dai media internazionali, Jasser Mohamad faceva da corriere del denaro dei terroristi. Inoltre sembra che i soldi raccolti dalle moschee nella BIH sono stati inviati tramite un'altra organizzazione umanitaria, Islamic Relief, che gi&agrave; dal 2003 si trovava sulla lista della rete di finanziamento del terroristico con il numero 3224. Cosi arriviamo alla lista di 33 organizzazioni, come conferma il membro del team di esperti per la lotta contro il terrorismo Dzevad Galijasevic nel suo libro (&ldquo;Era del terrorismo nel BiH&rdquo;), individuate come dirette finanziatrici delle operazioni terroristiche durante la guerra in BIH e poi a livello internazionale. A chiedere un'inchiesta sulla IHH e sui suoi legami con il terrorismo &egrave; anche il Senato americano, tramite il Senatore Charles Schumer, sottolineando come negli ultimi tre anni l'ONG turca ha avuto vari incontri in Turchia, Siria e Gaza con gli ufficiali di Hamas, per dimostrare cos&igrave; che la IHH da lungo tempo faceva &ldquo;affari con Al Qaeda&rdquo;. Ci&ograve; nonostante il fatto che la IHH godeva anche dello status di &ldquo;consultante speciale ONU&rdquo;, ma sul fatto che la comunit&agrave; internazionale ha lasciato la strada libera ai mujaheedin nei Balcani, non vi &egrave; nessuna novit&agrave;. Karin Lindren, ex capo dell'ufficio di UNHCR, nel suo rapporto conferma che non era una buona idea creare delle &ldquo;zone protette&rdquo;, dando un rifugio ad una guerra sanguinosa ed un luogo sicuro per conservare gli armamenti dell'esercito bosniaco. &ldquo;Le attivit&agrave; della IHH nei Balcani sono contrari agli interessi americani, e se si amplia il conflitto, saremo testimoni del coinvolgimento di questa organizzazione agli attacchi di chiese e istituzioni&rdquo;, dichiara il consigliere del Governo israeliano Gerald Steinberg. &ldquo;Allo stesso modo i media, dopo la caduta di Srebrenica, hanno partecipato alla propaganda dell'UCK in Kosovo, dando inizio a delle attivit&agrave; terroristiche per provocare i serbi e determinare l'intervento della NATO&rdquo;, conferma al quotidiano inglese&nbsp; The Guardian. E` ovvio che in questo castello mediatico, l'obiettivo &egrave; quello di provocare una crisi creando un'altra guerra in Medio Oriente che abbia come &ldquo;base logistica&rdquo; i Balcani, contro la quale servirebbe sopratutto &ldquo;un intervento degli USA&rdquo;. Ancora una volta &ldquo;il terrorismo Made in USA&rdquo; parte dai Balcani, per fare il giro del mondo usando i vecchi collaboratori nella loro guerra santa. Si getta tutta la colpa sulla Turchia per provocarla e accusarla per la creazione di &ldquo;impero ottomano&rdquo;, dopo che la stessa America ha dato un ruolo importante alla Turchia come intermediario per i Balcani. &ldquo;La Turchia &egrave; vista a Washington come qualcuno che &ldquo;corre&rdquo; nella regione e fa tutto ci&ograve; che va contro gli interessi delle grandi potenze&rdquo;, dichiara Steven Cook , analista o americano nel Consiglio per i rapporti internazionali. Intanto la Turchia da anni viene frustrata dalle promesse di adesione, e forse stanca degli accordi vuoti e privi di serie intenzioni , ha deciso di cambiare &ldquo;lo stile politico&rdquo; passando dall'altra parte e dando fastidio all'America. Uno Stato economicamente indipendente come la Turchia, con una posizione geografica invidiabile e accordi energetici con Russia e Iran, sicuramente non porterebbe alcun utile per l'America, ma, etichettandolo come parte della rete terroristica, l'America alza il livello della &ldquo;sicurezza&rdquo; dello Stato. La cosa interessante &egrave; che questo scenario si va ad incastonare nell'accordo tra Turchia-Grecia-Italia per la costruzione del nuovo gasdotto per South Stream e Nord Stream, che avranno come Paesi fornitori Iran e Azerbaigian. Questa sar&agrave; la terza via del gas del Sud, come conferma il Ministro dell'Energia turco, Taner Jildiz. L'accordo &egrave; stato gi&agrave; ratificato da parte di Grecia e Italia, mentre al prossimo Summit, a cui prenderanno parte i rappresentanti dei Governi di Italia, Grecia, Turchia e Azerbaigian, ci si aspetta la firma dell'Accordo, che si aggiunger&agrave; a quello firmato nel 2007 tra Roma, Atene e Ankara , per il trasporto del gas del Mar Caspio e Iran che dovrebbe essere operativo nel 2012. Evidentemente tutto questo pu&ograve; cancellare i vecchi accordi che possono determinare un alto rischio economico, a cui si vuole rispondere facendo leva sui vecchi accordi e gli antichi ed inaspettati alleati. <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>

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Strumenti del dispaccio
Entità
42
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
0
menzionate
◉ Geografia della notizia · 15 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Striscia di Gaza · Cecenia · Sarajevo · Atene · Srebrenica · Ankara · Zagabria · Istanbul · Tuzla
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