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Milano - Il Montenegro e gli investimenti concentratisi nella privatizzazione della <strong>Elektropriveda Crne Gore</strong> sono stati tra i punti di discussioni più controversi dell'Assemblea degli Azionisti dell'A2A tenutasi oggi a Milano. A…
Milano - Il Montenegro e gli investimenti concentratisi nella privatizzazione della <strong>Elektropriveda Crne Gore</strong> sono stati tra i punti di discussioni più controversi dell'Assemblea degli Azionisti dell'A2A tenutasi oggi a Milano. A confronto, la dirigenza rappresentata da <strong>Giuliano Zuccoli,</strong> presidente del consiglio di gestione di A2A, e diversi azionisti, e fra questi il consigliere comunale di Milano della Lista Dario Fo, Basilio Rizzo, che hanno sollevato alcuni aspetti dell'investimento fatto dal gruppo in Montenegro. In particolare Rizzo ha chiesto se A2A fosse a conoscenza che la banca su cui sono stati depositati i soldi per realizzare l'operazione fosse, in parte, di proprietà del Premier Milo Djukanovic. La transazione controversa, sembra essere quella con cui a fronte dei 430 milioni di euro spesi da A2A per il 43% della società, una parte, almeno 300, sono stati versati sui conti della <strong>Prva Banka</strong>, controllata dal fratello del premier, Aco Djuknovic. Zuccoli ha spiegato che sono state acquistate azioni dal Governo ed è stato fatto un aumento di capitale, per il quale i soldi sono stati versati in banca ma spalmati su tre banche. Egli evidenzia che la scelta della Prva Banka è stata dettata dal fatto che in essa la Epcg vanta una quota di azioni (per il 18%), poi perché il tasso d'interesse era il più alto. Garantisce inoltre che la gara in Montenegro è stata del tutto trasparente, e senza irregolarità. "I<em> Balcani sono l'area con più possibilità per l'idroelettrico. La scelta di andare in Montenegro è frutto di una visione di lungo respiro non un percorso burocratico di basso profilo. Grazie al collegamento che Terna costruirà tra Montenegro e l'Italia, Epcg diventerà così un asset importantissimo di A2A</em>", aggiunge ancora Zuccoli. Conclude infine il suo intervento richiamando l'attenzione sul fatto che nell'acquisizione A2A ha avuto come advisor la sola Mediobanca e non ha pagato commissioni ad altre banche per lavori di consulenza. Ammette che il gruppo ha un indebitamento di 4,36 miliardi al 31 marzo scorso, ma non ha problemi di solidità finanziaria e l'aumento dell'indebitamento non deriva dall'investimento in Montenegro. <em>"Il debito che abbiamo oggi è figlio e frutto di errori presi da Acsm di Brescia, quando furono decise le centrali di Gissi e di Scandale, per le quali sono stati spesi 500 milioni e che oggi sono ferme"</em>, ha concluso Zuccoli.
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