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Washington - Tre membri del Congresso americano hanno iniziato una campagna diplomatica per il riconoscimento del Kosovo, in tutto il mondo. Il noto amico degli albanesi presso il Congresso americano, <strong>Eliot Engel</strong>, in collaborazione con i…
Washington - Tre membri del Congresso americano hanno iniziato una campagna diplomatica per il riconoscimento del Kosovo, in tutto il mondo. Il noto amico degli albanesi presso il Congresso americano, <strong>Eliot Engel</strong>, in collaborazione con i suoi due colleghi <strong>Robert Wexler</strong> e <strong>Alice Hastings</strong>, hanno scritto una lettera ai Presidenti di 25 paesi del mondo chiedendo loro di riconoscere l'indipendenza del nuovo Stato. <em>"Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo potrebbe aumentare la stabilità nei Balcani e sarebbe una decisione saggia, strategica e corretta legalmente</em>", riporta in uno dei passaggi della lettera citata dal giornale americano-albanese "Iliria" di New York. Tra i 25 Stati, i Presidenti che hanno ricevuto le lettere sono di Messico, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Repubblica Dominicana, Giamaica, Cile e altri. La lettera informa i capi di Stato del riconoscimento del Kosovo da parte 60 paesi (61 in realtà, poichè la lettera è stata inviata prima del riconoscimento da parte della Giordania), del suo ingresso all'interno del FMI e della Banca mondiale e del lavoro svolto dal "Premio Nobel per la Pace", Martti Ahtisaari, al fine di trovare una soluzione sostenibile per un difficile conflitto. La lettera, citando anche le parole del Ministro degli Affari Esteri, Skender Hyseni, al Consiglio di Sicurezza, ossia che "<em>nel nuovo Kosovo non c'è posto per la violenza e l'odio</em>" e che "<em>le istituzioni del Kosovo si sono impegnate a costruire una democrazia multietnica in pace con i suoi vicini e nel rispetto della cooperazione, la pace e la sicurezza della regione</em>", è stato citato nella lettera. Engel, uno degli autori della lettera, e’ noto per essere uno tra i primi difensori dei diritti degli albanesi nei Balcani, ed in particolare della causa del Kosovo, a partire dalla fine degli anni '80.
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