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Berna - Secondo un comunicato del Dipartimento di Giustizia e di Polizia pubblicato il 19 marzo nel Sito web per l'Ufficio Federale degli esteri (BFM), a partire dal 1 Aprile di quest'anno, il Kosovo, l’Albania, la Macedonia, la Bosnia…
Berna - Secondo un comunicato del Dipartimento di Giustizia e di Polizia pubblicato il 19 marzo nel Sito web per l'Ufficio Federale degli esteri (BFM), a partire dal 1 Aprile di quest'anno, il Kosovo, l’Albania, la Macedonia, la Bosnia Erzegovina, il Montenegro, e la Croazia ( insieme a Ghana, India, Mongolia, Senegal, Benin, Ucraina, Moldavia e Mali) nonchè tutti gli Stati membri dell'UE e dell'EFTA, sono inseriti nella lista degli Stati sicuri. Questa decisione ha due risvolti essenziali che interessano la relazione della Svizzera con questi Stati. Innanzitutto, i cittadini di nazionalità di tali Paesi non avranno diritto alla richiesta di asilo politico come rifugiati. In secondo luogo, questi Paesi saranno eliminati dalla lista dei luoghi pericolosi per destinazioni turistiche, segnando così un importante progresso per i rapporti commerciali per Paesi come Kosovo, Macedonia ed Albania. D'altro canto, viene ostacolata la possibilità per i cittadini di origine di tali Paesi che vogliano chiedere in futuro asilo politico o rifugio in Svizzera, perdendo così la procedura automatica di assegnazione per confermare i motivi d'asilo. <em>"Dovremmo comunque richiedere la firma dei turisti che partono verso i Balcani e l'Africa, nonostante la polizia e il Ministero della Giustizia ha formulato questo nuovo elenco </em>", spiega <strong>Albert Marki</strong>, dirigente di una delle più grandi agenzie turistiche in Svizzera, Kuoni. Egli ritiene che i Paesi interessati da questa deregolamentazione, riusciranno a catturare ancora di più l'interesse per i turisti occidentali. Anche gli esperti in materia di asilo, come <strong>Walter Kalin</strong>, ritengono che nonostante l'approvazione della nuova lista, gli organi istituzionali saranno costretti a prestare maggiore attenzione alle richieste di alloggio, in particolare per i serbi e i rom del Kosovo. Per essi, garantisce per il momento l'UNMIK e altre organizzazioni internazionali, come affermato dal Dipartimento di giustizia e polizia di Berna.
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