Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
La presenza croata in Italia è una costante in crescita. Nella penisola italiana lavorano con regolare contratto di assunzione circa 26.000 croati. Resta l’industria metalmeccanica a fornire la quasi totalità dei posti di lavoro,…
La presenza croata in Italia è una costante in crescita. Nella penisola italiana lavorano con regolare contratto di assunzione circa 26.000 croati. Resta l’industria metalmeccanica a fornire la quasi totalità dei posti di lavoro, seguita dal settore alberghiero e quello degli autotrasporti, sovrastati dall’incremento sostanziale di badanti e collaboratrici domestiche che rappresentano, nonostante svariati casi senza contratto, un terzo dei lavoratori legalmente assunti. La presenza croata in Italia è una costante in crescita, messa in primo piano dalla forte impennata che nell’ultimo periodo ha avuto la partecipazione attiva, e di lavoro, dei paesi balcanici nell’area mediterranea. Nella penisola italiana lavorano con regolare contratto di assunzione circa 26.000 croati e, sfogliando i resoconti pubblicati dal direttore dell’Ufficio <strong>INCA-CGIL di Fiume, Erik Fabijanic</strong>, disponiamo di una panoramica esaustiva sui settori d’impiego con il maggiore impatto d’investimento forza-lavoro proveniente dall’Est europeo. Dati alla mano, risulta chiaro fin da subito che è l’industria metalmeccanica a fornire la quasi totalità dei posti che danno occupazione ai cittadini croati. Seguono il settore alberghiero e quello degli autotrasporti, sovrastati dall’incremento sostanziale di badanti e collaboratrici domestiche che rappresentano, nonostante svariati casi senza contratto, un terzo dei lavoratori legalmente assunti.<br /> <br /> I permessi per la mobilità nel mercato economico italiano si aggirano sui 170.000 documenti utili rilasciati all’anno, cifra confermata dal governo agli inizi di Gennaio e che rimane immutata nel volume delle unità concesse rispetto al 2008, ma che vede una differente distribuzione sul territorio e sull’effettiva competenza settoriale. I permessi di lavoro nell’ambito della collaborazione domestica per il 2009 hanno subito un balzo in avanti a dir poco prorompente passando nel giro di un anno da 65.000 a ben 125.000 unità, e non del tutto a discapito dell’edilizia che nello stesso lasso temporale affronta sì una riduzione considerevole delle proprie quote, ma che in realtà corrisponde all’esigenza del mercato stesso e del sistema previdenziale sociale italiano che internamente non riesce a far fronte alle esigenze, sempre in aumento, di forniture e servizi assistenziali per la popolazione anziana e non autosufficiente. Innegabile è il tornaconto anche a livello prettamente economico: <em>“Importare manodopera a basso costo e ricoprire ruoli sempre meno appetibili per i cittadini italiani</em>”. <br /> <br /> L’Italia, d’altro canto, comprendendo l’importanza che deriva dal rendere accessibili certe posizioni, si è concentrata sul modo di rendere meno angusto il percorso che porta la Croazia e altri Stati all’interno dei suoi confini. A tale proposito rievochiamo con interesse la questione del regime confinario tra Slovenia e Croazia, più che mai attuale, se inserita nella prospettiva di un’economia europea unica e non ostacolata da limitazioni ed esclusivismi nazionali. Situazione odierna che ancora risente di macchinazioni giuridiche ridotte ormai a cavilli formali capaci di frenare in maniera incoerente l’ascesa del libero scambio. È d’obbligo auspicare una fruibilità dei confini che permetta un progetto comune extra UE, all’interno del quale evolvere il concetto di Europa senza disperdere le energie e sinergie che portano in se la necessità di incontrarsi e farsi conoscere al di là di un confine irrimediabilmente soltanto politico. Un regime Schengen meno rigido che non sacrifichi la mobilità dei lavoratori stranieri e che non imponga restrizioni troppo severe nella zona transfrontaliera, ma contribuisca a creare un collegamento efficiente e propositivo fra i diversi paesi e la loro forza lavoro. <em><strong><br /> </strong></em> <em><strong>Mark Basilico </strong></em>
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