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Durante la recente visita in Pakistan del Presidente iraniano Ebrahim Raisi, è stata rinnovata l'attenzione sul progetto del gasdotto IP (Iran-Pakistan), un'iniziativa che ha subito notevoli ritardi a causa di questioni geopolitiche e sanzioni…
Durante la recente visita in Pakistan del Presidente iraniano Ebrahim Raisi, è stata rinnovata l'attenzione sul progetto del gasdotto IP (Iran-Pakistan), un'iniziativa che ha subito notevoli ritardi a causa di questioni geopolitiche e sanzioni internazionali. Le discussioni hanno riaffermato l'importanza della cooperazione energetica tra le due nazioni, inclusa la realizzazione del suddetto progetto. Il progetto del gasdotto, noto anche come "Peace Pipeline", firmato nel 2010, prevede il trasporto di gas naturale dal campo gasifero di South Pars in Iran fino al Pakistan, con una capacità stimata tra i 750 milioni e il miliardo di piedi cubi di gas al giorno, per un periodo di 25 anni. Il progetto del gasdotto si estenderebbe per oltre 1900 chilometri, di cui 781 km all'interno del Pakistan e 1150 km in Iran. L'Iran ha già investito 2 miliardi di dollari per la costruzione del segmento di pipeline sul proprio territorio e si dichiara pronto all'esportazione. Tuttavia, il Pakistan non ha iniziato la costruzione, citando le sanzioni internazionali imposte all'Iran come ostacolo principale e nel 2014 ha richiesto una proroga di 10 anni per completare il lavoro. Le tensioni si sono acuite quando Teheran ha minacciato di portare Islamabad davanti a un tribunale internazionale e multarla fino a 18 miliardi di dollari per il mancato rispetto degli accordi. Più recentemente, l'amministrazione provvisoria del Pakistan ha dato il via libera a iniziare la costruzione di un segmento di 80 km del gasdotto, mentre Islamabad ha cercato di ottenere una deroga dalle sanzioni statunitensi, incontro a una risposta negativa da parte degli Stati Uniti che hanno messo in guardia sui rischi delle sanzioni nel fare affari con Teheran. Questo progetto è di vitale importanza per il Pakistan, il cui fabbisogno energetico aumenta mentre le proprie riserve di gas diminuiscono rapidamente. Inoltre, il paese è in procinto di negoziare nuovi accordi con il Fondo Monetario Internazionale, rendendo cruciale il supporto degli Stati Uniti. Inizialmente, la pipeline doveva estendersi anche all'India, ma quest'ultima si è ritirata dal progetto. Il mancato sviluppo di questo importante corridoio energetico continua a rappresentare una sfida significativa per la regione, influenzando non solo le relazioni bilaterali ma anche la sicurezza energetica a lungo termine.
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