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La Procura di Bruxelles ha aperto un'inchiesta giudiziaria su una possibile ingerenza del Marocco in Belgio, allo scopo di promuovere la causa del Sahara Occidentale presso le istituzioni europee. Come riportato dai media belgi RTBF e Le Soir, l'Ufficio…
La Procura di Bruxelles ha aperto un'inchiesta giudiziaria su una possibile ingerenza del Marocco in Belgio, allo scopo di promuovere la causa del Sahara Occidentale presso le istituzioni europee. Come riportato dai media belgi RTBF e Le Soir, l'Ufficio centrale per la repressione della corruzione (OCRC) ha redatto un primo rapporto alla fine di dicembre, sulla base del quale, alla fine dello scorso mese di marzo, la Procura di Bruxelles ha aperto un'indagine informativa. Per il momento gli inquirenti si sono rifiutati di rilasciare qualsiasi ulteriore osservazione, in particolare riguardo ai motivi dell'avvio di questa indagine giudiziaria. I media belgi hanno tuttavia riportato maggiori dettagli, con riferimento al fatto che gli agenti di polizia belgi dell'OCRC si sono recati in Marocco lo scorso dicembre accompagnati dal giudice istruttore incaricato del caso Marocgate e da un pubblico ministero del governo federale, per ascoltare, tra gli altri, l'ambasciatore marocchino Abderrahim Atmoun, sospettato di distribuire regalie ai parlamentari europei. Nel mirino sembra che vi siano già due deputati: il socialista Hugues Bayet, presidente del comitato belga che sostiene il piano di autonomia del Marocco per il Sahara Occidentale, e Latifa Aït-Baala del MR (Movimento Riformista) che ha ricevuto l'aiuto del Ministero dei Marocchini all'Estero per produrre film di propaganda sul Sahara Occidentale. Viene inoltre reso noto che, alla luce dei precedenti episodi di corruzione, il Belgio ha adottato un nuovo articolo del codice penale all’inizio di aprile 2024 che penalizza “l’ingerenza straniera in un processo democratico”. Si ricorda che nel luglio 2021 un'indagine globale condotta dai media internazionali ha rivelato l'utilizzo, tra gli altri, da parte del Marocco del software spia Pegasus sviluppato dalla società israeliana NSO Group. Questo scandalo internazionale è stato rivelato da 16 redazioni coordinate dall'organizzazione Forbidden Stories, con il supporto tecnico di Amnesty International, che si basano su un elenco di oltre 50.000 numeri di telefono, preselezionati da alcuni clienti di NSO Group per un'eventuale sorveglianza.
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