La crisi di Rudnik i Termoelektrana Ugljevik, impianto da 300 MW controllato da Elektroprivreda RS, passa dalla liquidità alla produzione. Il direttore Žarko Novaković ha confermato lo stop dalla mezzanotte del 13 ottobre per esaurimento delle scorte: la miniera a cielo aperto Istok 2 è bloccata da rapporti patrimoniali irrisolti sui terreni, che impediscono l'avanzamento delle macchine.

I conti della società restano bloccati e il governo della Republika Srpska ha concesso un rinvio di 90 giorni delle imposte scadute. La concessione di Istok 2, ricomprata da Rašid Serdarov per circa 240 mln KM, doveva garantire il futuro dell'impianto; su Ugljevik pesa inoltre la transazione da 158 mln € con la slovena EGS, in rate fino al 2031.

Lo stop all'avvio dell'inverno mette a rischio servizio del debito e bilancio elettrico dell'entità.