Dangote punta su un secondo impianto keniota alimentato da greggio regionale
Il progetto segna un possibile salto di scala nella capacità di trasformazione petrolifera dell'Africa orientale, oggi quasi interamente dipendente dall'importazione di prodotti finiti.
Dopo l'avvio dello stabilimento da 700.000 barili al giorno di Lagos, l'imprenditore nigeriano Aliko Dangote ha incontrato i presidenti di Kenya, Tanzania e Uganda per pianificare una seconda struttura sulla costa keniota. L'impianto sarebbe alimentato da greggio proveniente da Uganda, Kenya, Congo e Sud Sudan, con implicazioni dirette sul corridoio LAPSSET, finora largamente sottoutilizzato rispetto agli investimenti pubblici assorbiti.
L'operazione, se confermata, ridurrebbe la bolletta energetica dei Paesi dell'area, sposterebbe verso il continente una quota del valore aggiunto della filiera e rafforzerebbe il peso del capitale privato africano nelle infrastrutture strategiche, in concorrenza con gli operatori del Golfo e asiatici. Non sono stati resi noti valore dell'investimento né tempistiche.
Come ci si è arrivati
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