L'Unione Europea guarda con crescente preoccupazione ai massicci investimenti cinesi nel settore automobilistico marocchino. Le aziende cinesi stanno sviluppando in Marocco una vasta filiera per la produzione di componenti e batterie per veicoli elettrici, sfruttando i vantaggi fiscali, la vicinanza all'Europa e gli accordi di libero scambio di Rabat.
Bruxelles teme che il Marocco possa diventare una piattaforma per aggirare i dazi imposti ai veicoli elettrici cinesi, consentendo l'ingresso nel mercato europeo di prodotti fortemente sovvenzionati. Tra i principali progetti figurano il polo industriale Tangier Tech City e la gigafactory da 1,3 miliardi di dollari della cinese Gotion High-tech a Kenitra.
Le autorità marocchine respingono le accuse e sostengono che il Paese rappresenti un partner strategico per la politica industriale europea, ricordando che le esportazioni verso l'UE devono rispettare le regole di origine. Tuttavia, gli analisti ritengono che la portata degli investimenti cinesi, che hanno raggiunto circa 6 miliardi di dollari dal 2020, possa rappresentare una sfida crescente per l'industria europea, soprattutto nei settori dell'automotive e delle batterie.