L'economia egiziana mostra segnali di un consolidamento significativo, frutto di un coordinamento rigoroso tra le politiche monetarie e fiscali, sotto la supervisione delle istituzioni finanziarie internazionali. Questo slancio è alimentato non solo dalle riforme interne, ma anche da una ripresa regionale in Medio Oriente e Asia Centrale, dove la domanda locale resiliente e l'aumento della produzione petrolifera nei paesi vicini, creano un ambiente favorevole agli scambi transfrontalieri.
Tuttavia, la stabilità del tasso di cambio e l'aumento delle riserve valutarie offrono strumenti per mitigare gli shock esterni. Il governo mira a riportare il deficit al 3,0% entro l'anno fiscale 2026 attraverso una disciplina fiscale ferrea.
Le esportazioni egiziane rappresentano circa un quarto del PIL nazionale e sono il pilastro della strategia di crescita per il 2026. Nel 2024, l'Egitto ha esportato beni per un valore totale di 53,1 miliardi di USD, segnando una crescita significativa rispetto ai 30,3 miliardi di USD del 2019.
Il cambiamento strategico nella politica commerciale cinese offre al prodotto egiziano un vantaggio competitivo sul prezzo, aprendo ampiamente le porte al mercato di consumo più grande al mondo, con prezzi difficilmente eguagliabili, soprattutto alla luce della crescente partnership strategica tra i due Paesi. L'Egitto sta trasformando la propria dipendenza commerciale in una forza manifatturiera localizzata, diventando un filtro strategico indispensabile nelle supply chain globali tra Oriente e Occidente.
I partner commerciali riflettono la natura di hub globale dell'Egitto. Nel 2025, i principali destinatari delle merci sono stati gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita, gli Stati Uniti e la Cina.
Nonostante la forza dell'export, la bilancia commerciale rimane in deficit a causa delle importazioni di grano, gas naturale e beni capitali.
Uno degli sviluppi più significativi per il 2026 è la decisione della Cina di azzerare i dazi doganali su quasi tutte le importazioni provenienti da 53 paesi africani, incluso l'Egitto, a partire dal 1° maggio 2026. In specifico, la Cina aveva già concesso esenzione dai dazi per le esportazioni egiziane, soprattutto su materie prime, prodotti alimentari e alcuni beni industriali leggeri.
Questa nuova mossa apre delle opportunità per l' Egitto, ma il suo successo richiederà investimenti nella produzione locale, diversificazione dei prodotti e strategie per accedere al mercato cinese, altrimenti l'impatto rimarrà modesto e il deficit commerciale con Pechino continuerà. L'esenzione rappresenta la giusta opportunità per ridurre il deficit commerciale con Pechino, che attualmente esporta verso l'Egitto tra i 16 USD e i 17 USD miliardi di USD annui, in paragone con 1,5 miliardi di USD di importazioni.
Con l’eliminazione dei dazi, le società egiziane potrebbero risparmiare circa 30 milioni di dollari all’anno precedentemente pagati in tasse, consentendo un prezzo finale più basso sul mercato cinese e di aumentare la domanda. L'Egitto mira a raddoppiare l'afflusso annuale di investimenti diretti esteri (IDE), portandolo a circa 24 miliardi di USD attraverso la promozione delle zone economiche speciali come la Suez Canal Economic Zone (SCZONE).
One Belt One Road
L'Egitto è un polo chiave dell'iniziativa cinese Belt and Road e i due Paesi hanno firmato un piano di sviluppo congiunto per l'iniziativa nel maggio 2024. Questo meccanismo contribuisce a migliorare le infrastrutture logistiche e a facilitare le spedizioni tra i porti egiziani e cinesi.
Attivazione dell'Accordo di partenariato economico per lo sviluppo congiunto, che sta attualmente esplorando meccanismi pratici per facilitare gli scambi commerciali. La strategia egiziana si concentra su settori prioritari che nel 2025 hanno mostrato risultati positivi, come i prodotti agricoli – in particolare agrumi, datteri e uva – nel rispetto dei rigorosi standard sanitari cinesi, i materiali da costruzione e il marmo, che rappresentano una parte significativa delle esportazioni egiziane, e i prodotti chimici e fertilizzanti, per i quali la domanda nel mercato cinese è in crescita.
Infine, il governo ha aumentato i fondi per il sostegno delle esportazioni a 45 miliardi di EGP nel bilancio 2025-2026, insieme a delle misure che includono il supporto alla partecipazione a fiere e missioni commerciali rivolte al mercato cinese e il collegamento degli incentivi all’export. La strategia cinese di trasferirsi in Egitto risponde anche alla necessità di bypassare i dazi statunitensi sui prodotti "Made in China".
Utilizzando il programma QIZ (Qualifying Industrial Zone), le aziende in Egitto possono esportare negli USA esenti dazi se integrano una quota di valore aggiunto locale. La vicinanza ai mercati europei e mediorientali riduce i costi e aumenta la resilienza contro le interruzioni nel Mar Rosso.
Il ruolo dei grandi gruppi cinesi
Il Gruppo Himile, leader globale nel settore degli stampi per pneumatici, ha avviato un progetto strategico con un investimento iniziale di 100 milioni di USD, su un’area di 100.000 metri quadrati in Egitto. La struttura sarà operativa nella prima metà del 2026, e fungerà da centro di esportazione per Medio Oriente, Europa e Americhe, con la creazione di 1.000-2.000 posti di lavoro.
I rappresentanti della società prevedono di aprire canali di comunicazione diretta con la sede centrale in Cina per discutere progetti prioritari. Il gruppo conta oltre 30.000 dipendenti del mondo e possiede una rete di filiali negli Stati Uniti, Thailandia, Ungheria, India, Brasile, Vietnam, Messico e Cambogia.
E’ già noto che in fase di implementazione in Egitto sono i progetti della Cina conosciuti dalle società XinFeng Steel, Xin Feng Ming Group, Chaoyang Langma Tyre, Fountain Set Limited. Le società cinesi hanno come obiettivo di creare una base industriale in Egitto, capace di servire mercati regionali e globali.
Gli investimenti cinesi nei settori tessile e dell'abbigliamento in Egitto si stanno espandendo notevolmente, con circa 40 aziende cinesi operanti nel settore insieme a 10 aziende turche. La dichiarazione è stata rilasciata dall'ambasciatore cinese al Cairo, Liao Liqiang, durante un incontro con il ministro egiziano dell'Industria e dei Trasporti, Kamel Al-Wazir, alla fine dello scorso ottobre, secondo un comunicato stampa del ministero.
L'incontro si è concentrato sul rafforzamento del partenariato industriale e degli investimenti nel quadro della relazione strategica tra Egitto e Cina. Il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato, durante la 32ª riunione dei leader dell'APEC (Cooperazione Economica Asia-Pacifico) del 31 ottobre, che il suo Paese è pronto a concedere l'esenzione totale dai dazi doganali ai Paesi africani che hanno stabilito relazioni diplomatiche con la Cina.