La pianificazione di un corridoio di trasporto congiunto tra Grecia, Bulgaria e Romania nel 2027 delinea uno dei cambiamenti più significativi nella mappa dei trasporti dell'Europa sudorientale degli ultimi decenni. I progetti mirano non solo a modernizzare singole tratte, ma a creare un corridoio Nord-Sud realmente funzionante che colleghi il Mar Egeo con il Mar Nero e il Danubio, senza interruzioni e senza standard incompatibili.

Un elemento chiave di questo processo è l'elettrificazione del tratto ferroviario del Ponte sul Danubio, tra Ruse (Bulgaria) e Giurgiu (Romania). Il progetto si estende per circa 11 chilometri dalla stazione di Ruse fino al centro del ponte e dovrebbe essere completato nel 2027.

La ristrutturazione dell'attuale Ponte sul Danubio 1 dovrebbe essere completata entro giugno di quest'anno e si prevede che un appaltatore per l'elettrificazione sarà selezionato entro la fine del 2026. Ciò consentirà la circolazione continua dei treni elettrici dai porti greci attraverso la Bulgaria alla Romania e poi verso l'Europa centrale e orientale.

L'idea è che i tre paesi agiscano come un unico blocco: pianificare, progettare, rilasciare permessi e costruire in sincronia, in modo che il corridoio Nord-Sud operi come un sistema continuo, senza ritardi e discrepanze amministrative. Il progetto ha anche una chiara dimensione politica.

Dopo una pausa di dieci anni, il collegamento ferroviario regolare tra Sofia e Salonicco dovrebbe essere ripristinato nel 2026: l'ultimo treno diretto in questa direzione ha viaggiato nel 2017. Il ripristino del traffico passeggeri è simbolico, ma ancora più importante è la prospettiva di un trasporto merci accelerato ed economico tra il Mar Egeo e l'interno dei Balcani.

L'obiettivo è un corridoio unico con standard tecnici concordati e piena interoperabilità. La Grecia sta già portando avanti progetti chiave che rientrano nella visione generale: l'elettrificazione della doppia linea ferroviaria Pireo-Atene-Salonicco, l'ammodernamento di tratti della linea Salonicco-Kulata e la costruzione di un collegamento dal porto di Alessandropoli al confine con la Bulgaria.

Dal lato rumeno, l'enfasi è posta sulla continuità dei collegamenti stradali e ferroviari e su una migliore integrazione tra le diverse modalità di trasporto.