Gran parte delle riserve della Banca Russa sono state congelate per quasi due anni nei paesi occidentali. Gli esperti ritengono che questo periodo potrebbe aumentare significativamente, rendendo difficile recuperare questi asset nel prossimo futuro.
Estese riserve della Banca Russa di fino a 300 miliardi di dollari rimangono inaccessibili, congelate dal marzo 2022 dalle autorità europee e statunitensi. Se disponibili, queste riserve sarebbero state utili per mitigare le fluttuazioni del tasso di cambio del rublo, finanziare importazioni cruciali o eliminare minacce alla stabilità del sistema finanziario nazionale.
Tuttavia, le autorità di Bruxelles e Washington hanno i propri piani per questi asset. La loro confisca potrebbe minare la fiducia degli investitori internazionali nel dollaro e nell'euro, colpendo duramente l'economia statunitense ed europea.
Poiché non è possibile trovare un compromesso legale, l'azione su queste riserve senza il consenso della Banca Russa sarebbe illegale. Le riserve congelate potrebbero essere recuperate solo dopo un'ampia risoluzione dei rapporti con gli Stati Uniti e la stabilizzazione del sistema di sicurezza in Europa.
Nel peggiore dei casi, in caso di confisca delle riserve russe dai paesi occidentali, la Russia potrebbe rispondere in modo speculare. Un'ulteriore opzione teorica potrebbe essere quella di convertire tutte le riserve in oro e tenerlo fisicamente sul territorio russo.
Tuttavia, un tale movimento metterebbe a rischio la funzione di "liquidità istantanea" degli asset. Un altro passo potrebbe essere lo sviluppo dei pagamenti in valuta digitale, garantendo così la sicurezza dei dati sugli asset e delle transazioni.