Il Parlamento iracheno ha approvato un emendamento al bilancio generale che prevede il pagamento di un compenso al governo regionale del Kurdistan per coprire i costi di produzione e trasporto del petrolio consegnato a Baghdad. Questa modifica mira a risolvere una controversia di lunga data tra le due parti e potrebbe facilitare la ripresa delle esportazioni di petrolio nella regione, bloccate dal marzo 2023 dopo una sentenza arbitrale internazionale.
Questa decisione rappresenta un passo significativo verso la risoluzione delle tensioni tra il governo federale iracheno e la regione del Kurdistan, che per anni hanno avuto divergenze sulla gestione delle risorse petrolifere. Se l'emendamento verrà implementato con successo, potrebbe portare alla ripresa delle esportazioni di petrolio curdo, favorendo la stabilità economica della regione e dell'intero Iraq.
Per anni, il governo regionale del Kurdistan (KRG) ha gestito in modo indipendente le proprie esportazioni di petrolio, vendendole direttamente attraverso la Turchia, senza passare dall’Iraqi State Oil Marketing Organization (SOMO). Tuttavia, nel marzo 2023, la Camera di Commercio Internazionale (ICC) ha emesso una sentenza a favore di Baghdad, stabilendo che tutte le esportazioni del petrolio curdo dovessero avvenire esclusivamente tramite il governo centrale.