L'Iran si trova dinanzi ad una situazione critica per quanto riguarda il suo settore energetico. I black-out e le interruzioni di corrente sono divenuti ormai frequenti negli ultimi anni e hanno un significato emblematico, ossia rivelano che le politiche energetiche dei governi sono state inefficaci, hanno prodotto sprechi e hanno impoverito la popolazione.

Uno dei provvedimenti più criticati sono i sussidi energetici. Nel 2022, con 127 miliardi di dollari (circa il 36% del PIL), l'Iran è stato il principale paese per i sussidi energetici.

Tali sussidi non sono economicamente sostenibili e hanno conseguenze ambientali e sociali significative. Esperienze passate, come la riforma dei sussidi del 1389 (2010), suggeriscono che sostituire i sussidi energetici con pagamenti diretti alle famiglie può ridurre le disuguaglianze, aumentare il benessere economico e diminuire il consumo energetico.

Sebbene ostacoli come le sanzioni abbiano influenzato i risultati, la strategia ha ridotto le disuguaglianze e beneficiato sette decili della popolazione. In secondo luogo, va citato lo squilibrio del settore energetico.

Nonostante l'Iran possegga la seconda riserva di gas più grande al mondo, il paese fronteggia blackout estivi e interruzioni del gas in inverno, un'anomalia nei paesi ricchi di risorse energetiche. Questo problema è attribuibile a debiti enormi e a una cattiva regolazione e pianificazione a lungo termine.

La mancanza di investimenti dovuta alla non redditività della produzione elettrica ha creato un deficit tra produzione e consumo. Il governo, in difficoltà finanziarie, non può fornire fondi per nuove centrali elettriche o per pagare i debiti verso i produttori di energia e gli appaltatori.

Sebbene vi sia stato un aumento della capacità degli impianti energetici, senza un miglioramento dell'efficienza energetica, queste misure sono solo palliativi temporanei.

Infine, nel 2022, l'indice di intensità energetica dell'Iran è stato 1.8 volte la media mondiale e 2.8 volte quella dei paesi sviluppati, indicando un alto spreco di energia e un grande potenziale per miglioramenti. Sebbene ci siano state varie leggi e progetti di efficienza energetica, il successo è stato limitato.

Incentivare questo settore è cruciale, ad esempio attraverso il risparmio energetico e il miglioramento delle infrastrutture. Il recupero di gas bruciato e l'aumento dell'efficienza delle centrali sono essenziali per ridurre la perdita di risorse energetiche.

In conclusione, il settore energetico iraniano si trova in una crisi che richiede riforme fondamentali nelle politiche, un aumento degli investimenti e una realizzazione dei prezzi reali delle energie per superare le attuali difficoltà economiche, sociali e ambientali.