Mosca e Pechino non sono riuscite a trovare un accordo sulle forniture di gas tramite il gasdotto "Power of Siberia-2". Secondo indiscrezioni, la Cina avrebbe chiesto un prezzo simile a quello del mercato interno russo e volumi d'acquisto relativamente contenuti.
Il gasdotto è progettato per trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Alla base di tale disaccordo si pone il fatto che Pechino non desidera dipendere da un unico fornitore e, considerate le sanzioni contro la Russia, fa leva sul fatto di trovarsi in una posizione negoziale più favorevole.
Nel frattempo, la Cina ha un mercato interno del gas in rapida crescita, ma ancora relativamente piccolo. Le politiche di autosufficienza energetica e le possibilità di importazione da altre regioni rendono Pechino interessata a diversificare le fonti di approvvigionamento.
Il gasdotto "Forza della Siberia-2" è un progetto congiunto tra la russa Gazprom e la cinese CNPC, e la sua costruzione è prevista per il 2024. Il gasdotto attraverserà la Mongolia per arrivare in Cina, con un possibile avvio delle operazioni dopo il 2029.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che i negoziati sulle forniture di gas tra Russia e Cina proseguiranno, confermando l'interesse di entrambi i paesi ad approfondire il dialogo energetico. Tuttavia, i dettagli commerciali delle trattative restano riservati.
Nel marzo 2023, Vladimir Putin aveva dichiarato che quasi tutti i parametri dell'accordo per il nuovo gasdotto erano stati concordati.