Il governo è pronto a spendere 3 milioni di euro come bilancio iniziale per rilanciare l'industria degli armamenti. Un progetto di legge elaborato dal Ministero della Difesa e sottoposto a consultazione pubblica prevede la creazione di una società statale il cui compito sarà la produzione di armi.

Attraverso questa iniziativa diventa possibile creare una nuova struttura sotto forma di società commerciale con tutte le capacità necessarie per interagire nell'odierno mercato nazionale e internazionale. L'obbiettivo è quello di rafforzare la posizione strategica del Paese nella regione e sulla scena della sicurezza internazionale, ma allo stesso tempo, ciò contribuirà alla crescita economica e allo sviluppo, rendendo l'industria della difesa un motore di sostegno al progresso.

La produzione, la riparazione, la smilitarizzazione e il commercio legale, a livello nazionale e all'estero, di tutti i tipi di armi o parti di armi, comprese armi militari, munizioni, tecnologie ed equipaggiamento militare, saranno effettuati in conformità con le politiche di sicurezza e difesa nazionale. Con questa iniziativa viene compiuto il primo passo verso la rivitalizzazione dell'industria militare.

La bozza funge da atto costitutivo per la società KAYO sh.a. L'unico suo azionista sarà lo Stato, che è anche la sua fonte finanziaria iniziale.

Gli effetti iniziali di questa proposta di legge, al momento della creazione della società, sono stimati in 300 milioni di ALL (3 milioni di euro) e saranno coperti dal fondo di riserva. Da ricordare che nel febbraio di quest'anno, il Primo ministro Edi Rama, dopo aver incontrato a Tirana il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha concordato di creare un'industria per la coproduzione di munizioni con l'obiettivo di aiutare l'Ucraina.

Dopo il 1970, in Albania furono costituite tre società di produzione delle armi, a Mjekes di Elbasan, a Gramsh e Polican. Con il cambio del regime, le 3 tre furono chiuse.