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Il Marocco sta emergendo come uno dei Paesi più interessanti nella sperimentazione di soluzioni integrate tra energia rinnovabile e gestione delle risorse idriche, in un contesto segnato da siccità ricorrenti e forte disponibilità di sole. L’idea di…
Il Marocco sta emergendo come uno dei Paesi più interessanti nella sperimentazione di soluzioni integrate tra energia rinnovabile e gestione delle risorse idriche, in un contesto segnato da siccità ricorrenti e forte disponibilità di sole. L’idea di utilizzare le superfici dei bacini idrici non solo come riserva d’acqua, ma anche come spazio per produrre energia, apre nuove prospettive strategiche per il futuro energetico del Paese. Su 58 dighe marocchine, che coprono complessivamente circa 433 km², ogni anno si perdono per evaporazione quasi 909 milioni di metri cubi d’acqua, con picchi estivi particolarmente elevati. La proposta di installare pannelli solari galleggianti su queste superfici permetterebbe di affrontare contemporaneamente due problemi: ridurre la perdita d’acqua e aumentare la produzione di elettricità rinnovabile. Oltre alla produzione energetica, la presenza dei pannelli contribuirebbe a limitare l’evaporazione grazie all’ombreggiamento e al raffreddamento naturale dell’acqua.
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