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Zagabria/Belgrado - Il capo della diplomazia serba, Ivica Dacic, ha dichiarato martedì 10 gennaio, che tra i serbi ed i croati esiste la "sindrome della troppa vicinanza, troppa somiglianza, grandi differenze, problemi ed orgoglio" ed ha invitato le parti a…
Zagabria/Belgrado - Il capo della diplomazia serba, Ivica Dacic, ha dichiarato martedì 10 gennaio, che tra i serbi ed i croati esiste la "sindrome della troppa vicinanza, troppa somiglianza, grandi differenze, problemi ed orgoglio" ed ha invitato le parti a superare tutto nell'interesse di migliori rapporti serbo-croati, ha riferito Radio-televizija Srbije. Durante la trasmissione, Dacic ha discusso dell'annunciato disgelo delle relazioni tra Serbia e Croazia con il Presidente del Consiglio Nazionale Serbo (SNV) in Croazia, Milorad Pupovac, e il Ministro per i Diritti Umani, le Minoranze e il Dialogo sociale nel Governo della Serbia nonché capo dell'Unione Democratica Croata in Vojvodina, Tomislav Zigmanov. Alla fine del 2022, Dacic ha annunciato che il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha chiesto ai leader delle comunità minoritarie in entrambi i Paesi di ripristinare le relazioni tra Serbia e Croazia. Alla vigilia del Natale ortodosso il 6 gennaio, i rappresentanti dei serbi in Croazia e dei croati in Serbia, Pupovac e Zigmanov, hanno firmato la Dichiarazione sulla cooperazione a Zagabria, e nello stesso giorno è avvenuto l'incontrato tra il Primo Ministro croato Andrej Plenkovic, i capi della diplomazia Ivica Dacic e Goran Grlic Radman e il patriarca serbo Porfirije. Secondo Zigmanov, al pubblico è stato comunicato che nonostante le divergenze l'intenzione è quella di continuare a realizzare la cooperazione in numerosi settori quali la cultura, la formazione politica, lo sport testimoniando in questo modo la dedizionee al dialogo, alla cooperazione e all'appoggio reciproco. Per Pupovac, dopo questo evento le cose sembrano migliori. Lo stesso ha evidenziato "due dimensioni positive dell'incontro" a Zagabria: la disponibilità espressa nei confronti del dialogo e l'inizio di quel dialogo nel formato dei due capi della diplomazia: Ivica Dacic e Goran Grlic Radman, affermando che questo formato "è realisticamente possibile in questo momento". Questi ha precisato che i problemi risolvibili sono: il tema dei dispersi e quello delle pensioni, dello stato economico e sociale, degli anni di servizio e della successione. Zigmanov ritiene che il lavoro silenzioso e la cooperazione tecnica nei gruppi di lavoro esistenti e nelle commissioni interstatali siano necessari nel processo di riscaldamento delle relazioni. Allo stesso tempo, ha suggerito che dovrebbe essere fatto senza una grande presenza dei media.<br /><br /> Secondo Pupovac, la fiducia tra le personalità di spicco che rappresentano Serbia e Croazia può essere ripristinata solo attraverso il dialogo. Pupovac ha sottolineato che ci sono molti messaggi nello spazio mediatico che approfondiscono la sfiducia e che il linguaggio politico usato pubblicamente non contribuisce a costruire la fiducia. Zigmanov ha indicato molti passi positivi nei confronti della comunità croata in Serbia, citando l'acquisto della casa natale di Ban Josip Jelacic a Petrovaradin, l'apertura di dipartimenti di lingua croata a Subotica e Sonta e altri. Pupovac ha affermato che ci sono aspetti positivi quando si tratta della posizione dei serbi in Croazia, come la rappresentanza politica negli organi statali e nell'amministrazione locale, lo sviluppo delle istituzioni, il rafforzamento delle capacità nei centri culturali, mentre d'altra parte rimane un problema con l'uso dell'alfabeto cirillico. Zigmanov ha anche evidenziato alcuni altri aspetti positivi delle relazioni serbo-croate, sottolineando la cooperazione economica tra i due Paesi, l'impegno dei lavoratori stagionali serbi in Istria e Dalmazia, così come la cooperazione nel campo dello sport, in particolare della cultura. Alla domanda su come cambiare la situazione quando entrambe le parti commemorano la ''Tempesta'' ed i rapporti tra Zagabria e Belgrado si interrompono, Pupovac ha risposto che bisogna affrontare la questione delle pratiche commemorative e condannare l'idea, non le persone. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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