Parliamone.
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Zagabria - Il Presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, si è recato, giovedì 16 settembre, in visita ufficiale nella Repubblica di Croazia su invito dell'omologo, Zoran Milanovic. Djukanovic è arrivato a Pantovcak, per un incontro privato tra i due…
Zagabria - Il Presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, si è recato, giovedì 16 settembre, in visita ufficiale nella Repubblica di Croazia su invito dell'omologo, Zoran Milanovic. Djukanovic è arrivato a Pantovcak, per un incontro privato tra i due Presidenti, seguito da colloqui bilaterali tra le delegazioni ufficiali mentre al termine dell'incontro, presso l'Ufficio della Presidenza croata, si è tenuta una conferenza stampa tra i due Capi di Stato, durante la quale si è discusso della crisi politica che sta scuotendo il Montenegro, ha riferito il quotidiano croato Vecernji list.<br /> <br /> Il motivo dell'incontro, secondo Milanovic, è il suo desiderio di dare sostegno a un Montenegro, moderno e civile, come è stato conosciuto negli ultimi anni, affermando che, alla fine, sono state chiarite la maggior parte delle tematiche. Milanovic ha, anche, menzionato che il Montenegro è candidato all'adesione all'Unione europea, e che, con l'aiuto del Governo croato, ha aperto l'ultimo capitolo del processo, sottolineando che il Paese merita un trattamento preferenziale. Milanovic ritiene che il Montenegro sia, attualmente, ostaggio dello spasmo della politica europea e chi sarà al potere, l'anno prossimo, dovrebbe trasmettere una posizione chiara del Governo croato. Alla domanda dei giornalisti, se l'incontro invia un messaggio a Belgrado e al Presidente serbo, Aleksandar Vucic, Milanovic ha confermato che è, certamente, un messaggio, per Belgrado, Mosca, ma anche Bruxelles, in una certa misura. Lo stesso ha, però, rifiutato di commentare la dichiarazione di Milorad Pupovac che il sentimento anti-serbo in Croazia è venuto dal Montenegro. Una delle radici delle nuove incomprensioni tra croati e serbi è l'esposizione della bandiera serba presso le istituzioni, durante la Giornata dell'unità serba, da cui sono iniziati i problemi, a causa del comportamento provocatorio nella zona dove i serbi erano una minoranza, soprattutto in Croazia. Milanovic ha affermato che non intende ricattare Belgrado con i risarcimenti di guerra, ma desidera ottenere delle risposte sui 2.000 croati scomparsi durante la guerra. Parlando della scelta di Angela Merkel, di visitare la Serbia e l'Albania allo scadere della sua carriera di Cancelliera, Milanovic ha sottolineato che non è corretto trarre conclusioni generali da una sola visita.<br /> <br /> Djukanovic, dall'altra parte, ha dichiarato che il sostegno della Croazia, al percorso europeo del Montenegro, è importante e prezioso e che i due Paesi hanno un intenso scambio di esperienze, mantenendo frequenti contatti politici, perciò i colloqui si sono concentrati sulla prospettiva europea del Montenegro e dei Balcani occidentali. Djukanovic ha sostenuto che la Serbia aggressiva rappresenta una minaccia per la Croazia ed ha aggiunto che manca l'attenzione dei più importanti indirizzi politici europei, a causa dell'attenzione verso gli interessi degli altri Paesi, che emergono da piattaforme, contrapposte a quella europea, riferendosi alla presenza della Russia nella regione. I Presidenti hanno, anche, toccato la questione della collaborazione bilaterale, che è di altissima qualità. Inoltre, Djukanovic ha ringraziato la Croazia per le varie forme di appoggio al Montenegro, riferendosi alle 10.000 dosi di vaccino AstraZeneca, e vedendo, anche, delle numerose potenzialità di collaborazione, soprattutto nel settore dell'economia.<br /> <br /> Nonostante i messaggi politici retrogradi, che, secondo Djukanovic, vengono nuovamente inviati ai Balcani occidentali, il Montenegro è orgoglioso di essere uno stato laico, che sta rapidamente adottando un sistema di valori europei. A causa degli avvenimenti verificatisi nel Paese, nell'ultimo anno, è stato, però, interrotto il percorso di integrazione del Montenegro all'UE, perché è stata attaccata l'identità civica e laica da parte del servilismo dell'attuale Governo di Belgrado. A suo dire ci vuole il tempo affinché questo diventi chiaro alla comunità internazionale. I montenegrini, secondo lui, dovrebbero fare uno sforzo per ottenere un Governo che protegga i loro interessi nazionali, ma, se il Montenegro vuole un futuro europeo, è necessario un consenso sociale più ampio per il cambiamento aggiungendo che ci sono state varie manipolazioni e che si è tentato, anche, di rovesciare il Governo a Cetinje.<br /> <br /> L'affermazione che la Serbia protegge i presunti diritti del suo popolo in altri Paesi, è stata interpretata dal Presidente Djukanovic come una minaccia alla sovranità dei Paesi vicini. La Chiesa Ortodossa Serba, in quanto un ago percussivo del nazionalismo della Grande Serbia e l'unica infrastruttura transfrontaliera della Serbia e ribadisce, con insistenza, che non esiste una nazione montenegrina. D'altra parte per il Capo dello Stato il diritto del Montenegro di rinnovare la sua chiesa è indiscutibile.<br /> <br /> In seguito all'incontro con Milanovic, Djukanovic ha avuto una riunione anche con il Primo Ministro croato, Andrej Plenkovic, con il quale ha discusso delle relazioni bilaterali, della risoluzione delle questioni aperte e della posizione delle minoranze in Montenegro. Inoltre, è stato sottolineato che l'adesione alla NATO è stata di importanza strategica per il Montenegro, ma anche per la stabilità dell'intero bacino adriatico e del sud-est dell'Europa. Plenkovic e Djukanovic hanno parlato, inoltre, della posizione della minoranza croata in Montenegro. Alla fine, il Primo Ministro ha espresso il desiderio di proseguire con delle attività volte a sostenere istituzionalmente e finanziariamente i diritti e l'identità della minoranza nazionale croata in Montenegro. Oltre al Presidente e Primo Ministro croato, Djukanovic ha incontrato anche il presidente del Parlamento croato, Gordan Jandrokovic e tutti gli interlocutori hanno valutato che le relazioni croato-montenegrine sono buone e amichevoli.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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