FOCUS17:39:38Invest Qatar presenta le sue opportunità di investimento a ParigiNUOVI SCENARI17:32:38Revolut sempre più vicino al mercato emiratinoNOTIZIE17:20:41Orion Lab: la prima unità di produzione di anticorpi monoclonali in AlgeriaNUOVI SCENARI16:39:31Sviluppo dell' infrastruttura portuale a DakhlaFOCUS16:30:29Investimento estero nelle rinnovabiliFOCUS16:23:36Paesi del Golfo guardano al modello turco per rotte commerciali alternativeFOCUS13:53:18Forum Asia Centrale–Turchia ad AnkaraFOCUS13:37:51La IsDB punta su grandi progetti infrastrutturali in AzerbaigianFOCUS13:25:32Modello di crescita esauritoNUOVI SCENARI13:17:26BERS verso la high technology in BulgariaFOCUS22:48:57Energy Strategy Summit: Romania come hub energeticoFOCUS22:17:29Il governo Tisza prosegue la costruzione dell'oleodotto ungherese-slovacco.FOCUS17:39:38Invest Qatar presenta le sue opportunità di investimento a ParigiNUOVI SCENARI17:32:38Revolut sempre più vicino al mercato emiratinoNOTIZIE17:20:41Orion Lab: la prima unità di produzione di anticorpi monoclonali in AlgeriaNUOVI SCENARI16:39:31Sviluppo dell' infrastruttura portuale a DakhlaFOCUS16:30:29Investimento estero nelle rinnovabiliFOCUS16:23:36Paesi del Golfo guardano al modello turco per rotte commerciali alternativeFOCUS13:53:18Forum Asia Centrale–Turchia ad AnkaraFOCUS13:37:51La IsDB punta su grandi progetti infrastrutturali in AzerbaigianFOCUS13:25:32Modello di crescita esauritoNUOVI SCENARI13:17:26BERS verso la high technology in BulgariaFOCUS22:48:57Energy Strategy Summit: Romania come hub energeticoFOCUS22:17:29Il governo Tisza prosegue la costruzione dell'oleodotto ungherese-slovacco.
NOTIZIE · OI-351204 · 10/07/2020 14:16:01 · 2171 g fa5 min lettura
← CHIUDI · TORNA ALLA HOME

Import dei rifiuti tessili dall'Italia con il permesso del Ministero federale

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo - All'inizio di luglio, dall'Italia in Bosnia ed Erzegovina (BiH) sono arrivati tre camion dei rifiuti tessili che sono stati scaricati nella zona dell'ex fabbrica "Borac" a Bosansko Grahovo. Successivamente, 7 camion del medesimo contenuto sono…

Sarajevo - All'inizio di luglio, dall'Italia in Bosnia ed Erzegovina (BiH) sono arrivati tre camion dei rifiuti tessili che sono stati scaricati nella zona dell'ex fabbrica "Borac" a Bosansko Grahovo. Successivamente, 7 camion del medesimo contenuto sono stati scaricati intorno all'ex fabbrica "Grmec" a Drvar. I capi di questi due comuni affermano che non erano avvisati dei rifiuti tessili, mentre il Ministro dell'Ambiente e del Turismo della Federazione della BiH (FBiH), Edita Djapo, ha confermato che questo dicastero ha emanato il permesso per l'import dei rifiuti perché l'importatore ha presentato la "documentazione completa", scrive il portale Istinomjer, il 6 luglio.<br /> <br /> Il capo del comune di Drvar, Dusica Runic, ha affermato che il permesso per l'import dei rifiuti a Drvar e Bosansko Grahovo è stato emanato il 16 marzo quando è proclamato lo stato di calamità naturale in FBiH. Runic richiede la spiegazione com'è possibile che qualcuno ha emanato il permesso sull'import dei rifiuti tessili dall'Italia (Padova), cioè dal Paese che nel momento era il centro del Coronavirus e nella FBiH è stato proclamato lo stato di calamità naturale. Anche il capo di Bosansko Grahovo, Milorad Gligic, ha inviato la richiesta alle autorità a risolvere questo problema urgentemente e traslocare i rifiuti da Grahovo. Siccome si tratta dei rifiuti tessili, esiste il dubbio che ci siano anche le maschere protettive. Come il segno di protesta, i cittadini di questi due comuni hanno bloccato il traffico.<br /> <br /> In BiH non esiste la legge statale sulla gestione dei rifiuti. I contorni legali che regolano questo ambito in BiH sono stabiliti nel 2002 e 2003 con l'adozione delle leggi al livello delle entità. La strategia federale della gestione dei rifiuti, come affermano dal Ministero competente, è ancora in procedura. In base alla decisione sulla ratifica della convenzione sul controllo del trasporto transfrontaliero e smaltimento dei rifiuti e la decisione sulle condizioni del trasporto transfrontaliero dei rifiuti, il Ministero federale dell'Ambiente e del Turismo è l'istituzione responsabile che gestisce l'import, export e transito dei rifiuti in modo ecologicamente accettabile. Per quanto riguarda il permesso che questo dicastero ha emanato, Edita Djapo ha affermato che nel caso della compagnia "Krom reciklaza", la compagnia che ha importato i rifiuti, hanno ricevuto la documentazione completa secondo la quale hanno reagito perché hanno l'obbligo legale di emanare il permesso. Per questo motivo, è necessario che la Procura indaga anche la registrazione della "Krom reciklaza" per cui la corte competente ha indicato che la sede si trova nell'edificio del comune di Drvar. Djapo ha anche spiegato che la richiesta per il permesso deve contenere i dati sul richiedente, dettagli sul tipo e quantità dei rifiuti, dettagli sui potenziali effetti sull'ambiente, capacità dell'impianto o ubicazione, trattamento suggerito o esistente dei rifiuti, meccanismi di prevenzione o riduzione dell'inquinamento, attività di controllo, garanzie finanziarie da parte del richiedente, il periodo per cui si emana il permesso. Secondo la legge, il permesso non sarà emanato se il progetto non è conforme con le richieste legali, ambientali e sanitari, se non ci sono gli esperti per la gestione dell'impianto o ubicazione, non esistono i programmi di formazione del personale, non ci sono le misure necessaire per la prevenzione delle disgrazie e limitazione delle conseguenze, non ci sono garanzie finanziarie e di altro tipo, il progetto non è conforme con i piani di gestione dei rifiuti. Per tutte le incertezze, Djapo ha annunciato anche la denuncia penale per indagare tutti i permessi che la "Krom reciklaza" ha ottenuto. Lei ha anche messo una parte della responsabilità sulle autorità locali affermando che è necessario indagare il modo in cui l'investitore straniero dalla Serbia ha ottenuto i documenti dalla Corte distrettuale di Livno, poi i documenti emanati da parte del comune di Drvar e il permesso per la gestione dei rifiuti emanato dal Ministero cantonale dell'Edilizia, Progettazione Spaziale e Protezione dell'Ambiente.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>I risultati dell'indagine dell'Ispettorato</em><br /> <br /> L'Ispettorato urbanistico-ecologico federale ha effettuato l'indagine sulla "Krom reciklaza" d.o.o. Drvar rispetto alla scarica dei rifiuti tessili previsti per il riciclaggio nel territorio di Drvar e Bosansko Grahovo. Come è stato affermato dal Ministero federale dell'Ambiente e del Turismo, la "Krom reciclaza" doveva trasportare i rifiuti direttamente nella fabbrica per il riciclaggio. Secondo l'indagine dell'Ispettorato, la compagnia ottiene il permesso del Ministero cantonale secondo il quale i 14 camion dei rifiuti sono stati importati e trasportati a diverse ubicazioni. Hanno determinato che i rifiuti non sono stati immagazzinati in modo adeguato, ma anche che l'operatore gestisce i rifiuti senza controlli. Inoltre, è stato determinato che l'impianto e l'ubicazione che sono indicati nel permesso non sono conformi con la situazione in campo, cioè non esistono i dispositivi per il riciclaggio nelle ubicazioni in cui i rifiuti sono stati scaricati.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> Dopo l'analisi dell'Ispettorato, il Ministero suddetto ha ordinato che i rifiuti importati vengano respinti in Italia. Il Ministero ha anche annullato il permesso emanato per l'import dei rifiuti tessili alla "Krom reciklaza" e ha anche contattato il Ministero competente in Italia al fine di organizzare il trasporto dei rifiuti nel Paese dell'origine. Edita Djapo ha dichiarato che questa decisione è dovuta al fatto che la "Krom reciklaza" non ha rispettato le procedure necessarie. Oltre ai rifiuti tessili, tra il materiale scaricato c'era anche legno, sabbia e altro materiale che ha agitato ulteriormente il pubblico. Questo è il primo caso in FBiH che le istituzioni dovevano organizzare il ritorno dei rifiuti nel Paese dell'origine, però nel passato c'erano i casi in cui i Paesi europei respingevano i rifiuti alla BiH per certe irregolarità. Djapo ha aggiunto che il trasporto dei rifiuti segue la Convenzione di Basilea anche in questo caso, aggiungendo che i rifiuti saranno respinti in Italia.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

§Dispaccio riservato

Accedi al dispaccio integrale

Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.

L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.

Strumenti del dispaccio
Entità
11
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
0
menzionate
◉ Geografia della notizia · 3 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Federazione della Bosnia ed Erzegovina · Sarajevo
OI/INV·001·Modalità riservata·Primo inquadramento gratuito

Parliamone.
Discutiamone.

Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.

Apri una conversazione
Risposta entro 48–72 ore
I
7 / 7
Sempre raggiungibili
II
48–72h
Prima risposta
III
NDA
Sotto accordo
IV
Riservato
Numero limitato di clienti