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Sarajevo - Il Ministro del Commercio Estero e dei Rapporti Economici della Bosnia ed Erzegovina (BiH), Mirko Sarovic, ha inviato l'iniziativa per il cosiddetto piccolo Schengen al Consiglio dei Ministri della BiH, la dichiarazione regionale per lo sviluppo…
Sarajevo - Il Ministro del Commercio Estero e dei Rapporti Economici della Bosnia ed Erzegovina (BiH), Mirko Sarovic, ha inviato l'iniziativa per il cosiddetto piccolo Schengen al Consiglio dei Ministri della BiH, la dichiarazione regionale per lo sviluppo dello spazio economico che assicura il trasporto libero di persone, prodotti, capitale e servizi. L'iniziativa è stata avviata recentemente da parte della Serbia, Macedonia del Nord e Albania, che hanno invitato anche gli altri Paesi della regione a partecipare. Questa prevede la cancellazione dei controlli doganali e altri ostacoli al trasporto libero dentro la zona del commercio libero (CEFTA), scrive il portale Fena, il 23 ottobre.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Sarovic ha annunciato che la BiH potrebbe ratificare la dichiarazione alla prossima riunione che sarà tenuta a novembre a Ohrid. L'iniziativa prevede la liberalizzazione commerciale entro il 2021 per tutti i Paesi dei Balcani Occidentali. Per la BiH questo significa anche la crescita economica che gli imprenditori desiderano. Però, prima di tutto, la BiH deve concludere il processo della firma elettronica che assicura il trasporto veloce e libero da un Paese all'altro, senza gli stalli al confine. L'economista Aleksa Milosevic ha affermato che l'idea sul libero commercio è la cosa migliore negli ultimi 20 anni perché solo i mercati più grossi possono assicurare la produzione più grande. Anche il professore di Sarajevo, Zeljko Sain, ha sostenuto l'idea dicendo che si tratta di un processo buono a cui la BiH dovrebbe aderire perché l'economia che si basa sulla democrazia, liberalismo e libero trasporto rappresenta la società moderna. Quest'iniziativa potrebbe aiutare anche alla risoluzione dei problemi che la BiH affronta nell'ambito politico ed economico, ritiene Sain. Admir Cavalic, analista economico, afferma che l'iniziativa viene nel momento giusto perché la strada europea della regione è bloccata per il momento. Anche in passato c'è stato il bisogno di introdurre una zona aggiuntiva che potrebbe sviluppare ulteriormente la CEFTA, in particolare perché si tratta di una regione in cui esistono già vari legami come la lingua e la cultura. Lo stesso ha anche aggiunto che le iniziative di questo tipo assicurano la pace e la stabilità, perché è meno probabile che ci sarà qualche conflitto tra i Paesi che commerciano tra di loro. Il Ministro Sarovic ha affermato che le immagini di lunghe file di camion alle frontiere potrebbero essere solo un ricordo una volta che l'iniziativa verrà implementata. Secondo l'analisi della Banca Mondiale (BM), il sistema di trasporto della merce perde circa 26 milioni di ore lavorative ai confini dei Paesi balcanici. I risparmi sarebbero enormi se venissero cancellati i confini in questo senso, mentre i viaggi per i cittadini e gli uomini d'affari sarebbero molto più semplici perché esiste la proposta di viaggiare usando soltanto la carta d'identità ai confini.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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