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Sarajevo - La costruzione del blocco 7 della centrale termoelettrica (TE) Tuzla dovrebbe iniziare nel mese di marzo del 2020 stando a quanto annunciato dai politici locali. Comunque, nessuno parla della disputa irrisolta con la Comunità dell'energia…
Sarajevo - La costruzione del blocco 7 della centrale termoelettrica (TE) Tuzla dovrebbe iniziare nel mese di marzo del 2020 stando a quanto annunciato dai politici locali. Comunque, nessuno parla della disputa irrisolta con la Comunità dell'energia sull'investimento più grande dal dopoguerra in Bosnia ed Erzegovina (BiH). La settimana scorsa, ha avuto luogo il nuovo turno dei negoziati tra le delegazioni della BiH e della Comunità d'energia per le garanzie approvate per la costruzione del blocco 7, però senza successo. La Comunità dell'energia ha difeso l'atteggiamento che la garanzia della Federazione della BiH (FBiH) per il credito cinese rappresenta un aiuto di Stato non autorizzato, mentre il lato bosniaco ha affermato l'opposto come ha riferito il portale Vijesti, il 27 settembre.<br /> <br /> La mediazione è avvenuta Vienna dove il Segretariato della Comunità d'energia ha avviato il caso contro la BiH per la violazione dei regolamenti europei sull'aiuto di Stato. Janez Kopac, il direttore del Segretariato, ha detto che ambo le parti hanno espresso le loro proposte, però non sono giunte ad una soluzione. Il Segretariato ha chiesto al Consiglio per l'aiuto di Stato della BiH di riaprire il processo di verifica degli elementi dell'aiuto statale, però il Consiglio si è rifiutato di farlo secondo la richiesta del Segretariato ed ha richiesto l'iniziativa del Governo della FBiH. Dall'altro lato, il Governo federale sta cercando ancora una scusa per rimandare il processo. Kopac ha riferito che durante la mediazione, i partecipanti non hanno potuto determinare gli argomenti concreti per riavviare tali processi, però il Segretariato ritiene errata la stima secondo la quale non ci sarebbero elementi dell'aiuto di Stato. Il blocco 7 potrebbe influenzare anche i risultati finanziari della "Elektroprivreda BiH" perché esiste il rischio che l'impresa debba pagare l'intera quantità dell'aiuto di Stato. Avendo in mente questo rischio, Kopac ha osservato che è nell'interesse di tutti e due i lati risolvere il problema, mentre la delegazione della BiH ha riferito che nei prossimi 15 giorni considererà di nuovo la proposta della Comunità.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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