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NOTIZIE · OI-350627 · 24/09/2019 09:00:36 · 2462 g fa3 min lettura
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Riunione dei capi dei partiti parlamentari della RS con Aleksandar Vucic

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado/Banja Luka - In occasione della riunione dei rappresentanti dei partiti parlamentari della Republika Srpska (RS) con il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, il membro serbo della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina (BiH), Milorad Dodik, ha…

Belgrado/Banja Luka - In occasione della riunione dei rappresentanti dei partiti parlamentari della Republika Srpska (RS) con il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, il membro serbo della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina (BiH), Milorad Dodik, ha chiesto al Presidente Vucic di inviare il messaggio chiaro che ogni attacco alla comunità serba ed alla Republika Srpska (RS) significa un attacco alla Serbia. I rappresentanti della RS hanno aggiornato il Presidente serbo e il Primo Ministro, Ana Brnabic, sulla situazione attuale al fine di assicurare il supporto della Serbia nella difesa della RS, scrive l'agenzia Srna, il 21 settembre.<br /> <br /> Dodik ha affermato che il fattore internazionale è responsabile perché nel territorio della Federazione della BiH (FBiH) ci sono 6 fabbriche di armi e munizioni, mentre nel territorio della RS non ci sono più. In questo modo si vuole organizzare una struttura militare, mentre tornano anche i combattenti dalla Siria che lottavano dalla parte dello Stato Islamico, e si mandano messaggi pericolosi attraverso l'ultimo programma, minacciando così la stabilità. I rappresentanti della RS hanno rifiutato il programma adottato al congresso del Partito d'Azione Democratica (SDA), perché vuole abolire il sistema politico in BiH, cioè cancellare il popolo serbo e la RS in BiH. Il programma non prevede l'esistenza della RS, neanche la possibilità di conservare l'identità nazionale serba, perché promuove l'identità e lingua bosniaca. Dodik ritiene che tutti i rappresentanti politici della RS debbano essere uniti e rispondere chiaramente alla possibilità di realizzare tali tentativi. In tal caso, all'Assemblea Nazionale della RS (NS RS) sarà chiesta l'attivazione del diritto alla scelta libera e alla secessione. Dodik ha inoltre aggiunto che il messaggio della riunione è che la RS sarà protetta, ma anche che è necessario tornare al dialogo, all'Accordo di Dayton, al mantenimento della stabilità e della pace. Questo significa che l'SDA deve ritirare tutti i documenti in questione, altrimenti la RS deve stare più attenta.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Dopo la riunione, Vucic ha invitato Dodik, la Presidente della RS, Zeljka Cvijanovic, ma anche tutti i cittadini della RS a reagire moderatamente e secondo gli interessi della Serbia e della BiH. Ogni tipo di conflitto comporterebbe il crollo economico e la fine per tutti. Per questo motivo è importante calmare le tensioni e rispettare l'Accordo di Dayton, ha affermato Vucic, dicendo che la Serbia sostiene l'integrità della BiH con due entità, RS e FBiH, e tutte le giurisdizioni e accordi tra i tre popoli costitutivi. Il Presidente serbo ha anche ricordato che la Serbia è uno dei firmatari dell'Accordo di Dayton ed è obbligata a tutelare l'ordine che quest'accordo ha determinato. Ogni violazione richiede la reazione della Serbia, ha sottolineato Vucic.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il capo del Partito Democratico Serbo (SDS), Mirko Sarovic, che era presente alla riunione, ha dichiarato che a Belgrado non si sono incontrate persone che condividono la stessa opinione. L'incontro è stato un'opportunità per ascoltare le opinioni anche dell'opposizione e c'erano alcuni punti sui quali esiste il consenso, però ci sono ancora molte questioni che provocano divario. Sarovic si è detto sorpreso per la retorica aggressiva di Milorad Dodik, aggiungendo che il capo dell'Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (SNSD) ha parlato a suo nome a quello del suo partito. Lo stesso ha affermato che la risposta della RS rispetto al programma dell'SDA dovrebbe essere responsabile e calma e non una reazione che potrebbe approfondire la crisi in BiH.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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