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Podgorica - Il Primo Ministro, Dusko Markovic, ha dichiarato nel suo discorso nell'ambito del Forum di sviluppo di Milocer che il Governo ha rinunciato al secondo blocco della centrale termoelettrica a Pljevlja (TE Pljevlja) a favore dell'ambiente,…
Podgorica - Il Primo Ministro, Dusko Markovic, ha dichiarato nel suo discorso nell'ambito del Forum di sviluppo di Milocer che il Governo ha rinunciato al secondo blocco della centrale termoelettrica a Pljevlja (TE Pljevlja) a favore dell'ambiente, aggiungendo che sta spendendo oltre 50 milioni di euro per riparare i punti ecologici neri - tra cui l'eliminazione della graniglia a Bijela, la riabilitazione della discarica di ceneri di Pljevlja e la riabilitazione di rifiuti industriali dalla KAP. Come ha concluso Markovic, in tale modo è avvenuta una trasformazione nel settore energetico verso le fonti di energia rinnovabile. Lo stesso ha avvertito che l'inquinante deve essere punito indipendentemente dal fatto che si tratti di un individuo o di una società, e che gli affari non possono più essere avviati se non viene rispettata la protezione ambientale.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Markovic ha aggiunto che l'autostrada Bar - Boljare è il progetto del secolo e non devasterà permanentemente l'ambiente.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Montenegro il primo Paese a rinunciare a ulteriori investimenti nel carbone</em><br /> <br /> Dopo le dichiarazioni sopracitate del Primo Ministro, la ONG Eco tim, ha affermato che la rinuncia alla costruzione del secondo blocco della TE Pljevlja era da aspettarsi, principalmente a causa delle riserve insufficienti di carbone. Quest'organizzazione ritiene che i piani di ricostruzione e riparazione ecologica del primo blocco della TE Pljevlja siano in contraddizione con la politica di sviluppo sostenibile del Governo, nonostante l'abbandono della costruzione del secondo blocco. L'Eco tim ricorda che l'intera Europa è in una fase di transizione energetica, aggiungendo che la decisione dell'UE sulla necessità di abbandonare il carbone al più presto è dovuta principalmente a motivi economici e non ambientali.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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