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Mostar - Il Governo della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH) ha deciso che la fabbrica "Aluminij" di Mostar continuerà ad operare nei prossimi sei mesi attraverso il programma del consolidamento finanziario, proteggendo così l'impresa dal fallimento.…
Mostar - Il Governo della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH) ha deciso che la fabbrica "Aluminij" di Mostar continuerà ad operare nei prossimi sei mesi attraverso il programma del consolidamento finanziario, proteggendo così l'impresa dal fallimento. Secondo la legge attuale, durante questo processo, non è possibile forzare il pagamento del debito sul bene delle società con il capitale statale, ma neanche bloccare i conti della "Aluminij" o iniziare il processo di fallimento. In questo modo, sono assicurati altri sei mesi alla fabbrica e un'altra opportunità di trovare una soluzione per la situazione in cui si trova "Aluminij", ha detto Zdenko Klepic, presidente del comitato di controllo di questa società. Questa è stata la decisione ottenuta alla riunione dei rappresentanti dell'amministrazione e del sindacato di "Aluminij" con il Ministro delle Finanze, Jelka Milicevic, e il capo dell'Unione Democratica Croata della BiH (HDZ), Dragan Covic. Klepic ha anche confermato che sono state effettuate alcune analisi sulla possibilità di riavviare la produzione nella fonderia della fabbrica, che hanno confermato la giustificazione economica nell'avvio della produzione in questo impianto, ha riportato il portale Nezavisne, il 15 luglio.<br /> <br /> Pero Bebek, presidente dell'Assemblea del Sindacato indipendente della "Aluminij", ha detto che alla riunione si è parlato anche della possibilità del ritorno di 900 dipendenti della fabbrica a lavoro. Bebek ha inoltre aggiunto che la fonderia potrebbe iniziare la produzione a breve, perché questo impianto non usa molta energia elettrica.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> Quindi, le conclusioni principali della riunione menzionata si riferiscono alla sistemazione dei dipendenti e all'inizio della produzione. Tutti i partecipanti della riunione sono convinti che la compagnia può essere salvata con le attività unite di tutti i rappresentanti della "Aluminij", ma anche dei politici, sia croati che non, a livello della BiH, in particolare quelli nel Governo della FBiH. Non sarà iniziato il fallimento finché non vengono esaurite tutte le possibilità di riavviare la produzione, o almeno una parte della produzione. Il Sindacato indipendente ha richiesto anche ai proprietari della fabbrica di indagare i finanziamenti presso la "Aluminij" e di punire tutti coloro che hanno commesso qualche atto illecito e messo a rischio il futuro dei dipendenti e delle loro famiglie. Nel comunicato, il sindacato ricorda anche che in passato, in varie occasioni, hanno indicato i lavori strani e i contratti dannosi firmati dall'amministrazione della compagnia che hanno portato la compagnia allo stato attuale.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Per la situazione in cui si trova la società, i capi del Partito Repubblicano Croato (HRS) e Partito Indipendente di Capljina (CNS), Salven Raguz e Mirko Vasilj, hanno annunciato che il loro status presso l'Assemblea Croata Nazionale (HNS) sarà fermato se questa istituzione continua ad essere lo strumento tra le mani dell'HDZ BiH. A loro avviso l'HNS deve essere l'istituzione del popolo croato in BiH e rappresentare una politica produttiva, a differenza di quella attuale che viene sottoposta alla politica sarajevese. Nella loro lettera hanno spiegato che il fallimento della "Aluminij" e la mancata responsabilità dei capi politici dei croati, in particolare quelli che fanno parte del Governo della FBiH, ma anche l'abuso dell'istituzione dell'HNS, sono inaccettabili e mettono in discussione il senso dell'esistenza dell'HNS BiH. Quelli che evitano la responsabilità si nascondono dietro questa istituzione, indicando che il "mercato" sia la ragione del fallimento di una società come "Aluminij", lo stesso mercato che investe milioni di BAM per sostenere le miniere e altre società in situazioni simili in BiH. Oltre a questi due partiti, precedentemente anche la Crescita croata (Hrast) e la Lista Indipendente Croata (HNL) hanno deciso di lasciare l'HNS BiH.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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