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Banja Luka - Negli ultimi decenni, i cittadini della Republika Srpska (RS) hanno spesso sentito le promesse su investimenti enormi nell'economia che alla fine non sono state mantenute. I grandi progetti, infatti, non sono mai stati realizzati, ma in vari…
Banja Luka - Negli ultimi decenni, i cittadini della Republika Srpska (RS) hanno spesso sentito le promesse su investimenti enormi nell'economia che alla fine non sono state mantenute. I grandi progetti, infatti, non sono mai stati realizzati, ma in vari casi hanno causato danni finanziari e legali mentre a farne le spese sono stati i cittadini di quest'entità e il sistema non riconosce la responsabilità di coloro che hanno fatto le promesse. Tra tutti i progetti falliti ve ne sono alcuni veramente straordinari, legati agli investimenti russi, scrive Inforadar, il 12 giugno.<br /> <br /> Nella RS, da anni, si parla dell'acquisto dell'industria petrolifera della RS che comprende la Raffineria di petrolio di Brod, la Raffineria di olio di Modica e compagnie per la distribuzione del petrolio "Petrol". I dettagli del contratto sull'acquisto non sono mai stati pubblicati, però le tre compagnie sono state vendute per 240 milioni di BAM in totale. L'acquirente ufficialmente era la società russa "Neftengazincor", dietro la quale si trova il gigante petrolifero "Zarubezhneft". Non ci sono le informazioni ufficiali sulle perdite che le tre compagnie del settore petrolifero della RS hanno accumulato dall'arrivo dei russi, però è risaputo che la Raffineria di Brod ha generato una perdita che supera 600 milioni di BAM. La raffineria è chiusa da gennaio dell'anno passato per "riparazioni", e la continuazione della produzione è stata pianificata per l'inizio del 2020, come i russi hanno detto al Ministero dell'Energia e delle Miniere della RS. L'analista economico, Zoran Pavlovic, ritiene che ci siano stati molti progetti ambiziosi senza uno sfondo buono. Come esempio ha fatto proprio la privatizzazione dell'industria del petrolio che è stata un progetto serio perché nel frattempo è stata chiusa la raffineria di Sisak, lasciando l'opportunità alla BiH di diventare il fornitore principale del petrolio per la Croazia. Il progetto però è fallito e alla fine non è chiaro chi ne sta facendo le spese. L'altro esempio e la costruzione della centrale termoelettrica (TE) Ugljevik 3 con Rashid Sardarov, l'oligarca russo. Nel 2014 è stato firmato l'accordo con la "Comsar Energy" di Sardarov per la costruzione della TE Ugljevik 3 e la centrale idroelettrica Mrsovo. Il valore della TE Ugljevik 3 doveva essere di 1 miliardo di BAM, però le centrali non sono mai state costruite. Le ultime informazioni su questo investitore dicono che Sardarov ha rinunciato ai progetti e che l'impresa pubblica "Elektroprivreda RS" considera l'acquisto delle concessioni assegnate a Sardarov per le quali dovrebbe pagare più di 180 milioni di BAM.<br /> <br /> Nel mese di maggio del 2013 a Obudovac, vicino a Samac, è stato aperto un pozzo petrolifero come parte del progetto di esplorazione del petrolio nella RS in cui ha investito la "Jadran-Naftagas", in possesso dell'Industria petrolifera della Serbia (NIS) e la "Neftengazincor". La concessione è stata approvata per 28 anni: 3 anni per la ricerca e 25 per l'estrazione. In base al contratto, la "Jadran-Naftagas" doveva investire 229 milioni di USD nella ricerca di gas e petrolio nella RS (40.7 milioni per la ricerca e 188.3 milioni per l'estrazione). Due anni dopo, a febbraio del 2015, dal pozzo sono state estratte 5.000 tonnellate del petrolio dopo di che nessuno ha più menzionato il petrolio di Obudovac.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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