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Podgorica - Il Governo del Montenegro ha comunicato che dal 24 maggio al 2 giugno 2019, per la prima volta, il Montenegro ha prodotto abbastanza energia da fonti rinnovabili per soddisfare tutte le esigenze nazionali. In tale contesto, il Governo ha…
Podgorica - Il Governo del Montenegro ha comunicato che dal 24 maggio al 2 giugno 2019, per la prima volta, il Montenegro ha prodotto abbastanza energia da fonti rinnovabili per soddisfare tutte le esigenze nazionali. In tale contesto, il Governo ha annunciato la possibilità che, in futuro, venga+ fornita l'elettricità al Paese esclusivamente da fonti energetiche rinnovabili. Una parte del pubblico ha interpretato l'annuncio del Governo come l'abbandono della costruzione del secondo blocco della centrale termoelettrica di Pljevlja (TE Pljevlja) e la possibile sospensione graduale del primo blocco. Predrag Zecevic, Il giornalista del portale montenegrino, Portal Analitika, ha fatto notare che Bruxelles sarebbe stata soddisfatta della rinuncia del Montenegro allo sviluppo della capacità termica e la chiusura della TE Pljevlja, spiegando che, però, gli interessi del Montenegro e di Bruxelles in questo caso non coincidono, soprattutto a causa del fatto che il Paese ha enormi risorse di lignite, che è il carburante di base utilizzato dalle centrali termoelettriche. In tale contesto, Zecevic ha presentato alcuni dati che indicano inequivocabilmente che la conservazione e lo sviluppo della capacità termoelettrica non sono una storia vuota, ma una ragionevole valutazione economica delle risorse. Lo stesso, tra altro, ha citato che le riserve di carbone montenegrine valgono più di 4 miliardi di euro, aggiungendo che non c'è un Paese al mondo che perderebbe l'opportunità di valorizzare questa ricchezza. tenendo presente che l'esportazione di carbone come materia prima non ha senso, è chiaro che il carbone può essere valorizzato costruendo il secondo blocco della TE Pljevlja e riparando il blocco esistente di tale impianto, rispettando tutti gli standard ecologici dell'Unione europea (UE). Nella miniera di carbone e nella TE Pljevlja sono impiegati più di 1.000 lavoratori che guadagnano salari notevolmente superiori alla media montenegrina, e la chiusura di questi impianti rovinerebbe la popolazione di Pljevlja. Zecevic ritiene che l'UE ha iniziato a parlare dell'ecologia dopo aver sfruttato il suo potenziale minerario, mentre il Montenegro, a differenza dei Paesi dell'UE, ha praticamente appena iniziato a sfruttare la sua ricchezza mineraria. Lo stesso ha citato anche che la TE non rappresenta più una minaccia ambientale dopo che negli ultimi anni sono stati investiti milioni di euro nel sistema, rendendo l'impianto ecologicamente accettabile e in linea con gli standard europei. Dall'altra parte, questo impianto produce energia che contribuisce alla stabilità del sistema energetico ed è notevolmente più economica di quella prodotta nei parchi eolici.<br /> <br /> Nonostante tutto ciò, Zevic ha riconosciuto che con l'istallazione del cavo energetico tra il Montenegro e l'Italia, che porta energia verde verso i Paesi dall'UE, le centrali termoelettriche nei Balcani hanno perso la loro importanza. Tuttavia, poiché il Montenegro ha enormi riserve di carbone nel bacino di Pljevlja-Maocka, sarebbe disastroso estinguere la centrale termica esistente, anche per dieci anni e rinunciare alla costruzione di un nuovo impianto di energia termoelettrica.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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